I parenti di Enrico Bellomo, malato di leucemia, si appellano alle istituzioni: "Il disagio maggiore è quello delle trasfusioni, le facciamo in pronto soccorso". Chiuso l'hospice inaugurato anni fa, nessuna assistenza domiciliare

ENNA - Appello dei familiari di un uomo di 79 anni malato di leucemia che denunciano a Enna l'assenza di un reparto di Ematologia e di qualsiasi assistenza domiciliare. "Chiediamo aiuto - scrivono nella lettera - a tutte le istituzioni e ai politici di qualsiasi colore e appartenenza ideologica sperando che nel futuro i malati terminali come nostro padre possano vivere gli ultimi giorni con le minori sofferenze possibili". I parenti di Enrico Bellomo si alternano in turni anche se il carico maggiore resta alla moglie settantenne che accudisce tutto il giorno il marito. Il disagio maggiore è quello delle trasfusioni perchè il centro trasfusionale ha solo un posto letto disponibile ed è chiuso il sabato.
"Il centro trasfusionale ha solo un posto letto disponibile ed è chiuso il sabato - sottolineano i familiari del paziente - Le trasfusioni, anche tre alla settimana e che durano all'incirca 4 ore ciascuna, le facciamo in Pronto Soccorso esponendo un malato immunodepresso ad ogni tipo di infezione. Non esiste un reparto adatto per i malati terminali e l'hospice inaugurato anni fa è chiuso". La decisione di chiudere il sabato è dettata da una direttiva regionale. Il direttore del distretto Sanitario dell'Ausl 4 di Enna, Filippo Muscià ha assicurato che a breve sarà avviata l'Adi oncologica. "Ma non potremo certo garantire - dice - le trasfusioni a casa. Non siamo titolati per questa pratica che va fatta, comunque, in ospedale". (set)
(9 aprile 2009)




