SuperAbile

Sicilia


SuperAbile regionale

Benvenuto nella comunità di SuperAbile. Accedi alle tue aree personalizzabili:


SUPERABILE MULTIMEDIA

COMMUNITY

Per saperne di più

Inail per l'integrazione delle persone straniere

Call Center

Contatta Superabile


Inchieste e dossier

Crisafulli, la rabbia del fratello: "Dai politici solo promesse"

Il fratello Pietro accusa: promesse mancate dal presidente della regione Sicilia Lombardo e dal presidente del Consiglio Berlusconi. Senza assistenza, Salvatore ha scelto l'eutanasia in Belgio

Salvatore Crisafulli

ROMA - "Si, la lettera di Berlusconi... Ci disse: ‘Seguirò personalmente gli sviluppi del suo caso'. Ma come? Con le chiacchiere! Con le parole! Dopo quella lettera abbiamo fatto cinque mesi di riunioni. Non abbiamo visto nulla. E' venuto Lombardo, il presidente della regione, a casa: non preoccuparti, diceva a Salvatore mentre lo accarezzava e diceva di sì ad ogni richiesta: la piscina, 12 ore di assistenza, i fondi per il comune. E' passato un anno e mezzo e cosa abbiamo ottenuto? Due ore e mezzo di assistenza a settimana. Uno scandalo! Ma chi vogliono prendere prendere in giro? Si dovrebbero vergognare per quello che stanno facendo, non è giusto! Bastardi!".

Storia di promesse mancate. Storia di una vicenda troppo grande, storia di una impotenza conclamata. Quella del presidente della regione Sicilia Raffaele Lombardo e quella del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E a Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore, quelle promesse mancate oggi davvero non vanno giù: "La verità è che a voi (e in mezzo ce li mette tutti, i rappresentanti della politica e delle istituzioni, ndr) non ve ne frega nulla perché non sono vostri figli: non vi interessa una sega, non vi importa una minchia della vita: sono tutte chiacchiere". "Dovete venire qua, a vedere come vive Salvatore: dovete vedere cosa accade quando se la fa addosso".

Il tono della voce si fa amaro, a tratti si altera. Nel mirino di Pietro ci sono le parole, le rassicurazioni, le promesse che nel settembre 2008 arrivarono dal presidente del Consiglio. "Se non sarò ascoltato, chiederò di porre fine alla mia esistenza", gli aveva scritto Salvatore Crisafulli, ricordando che "se lo Stato riuscisse a garantire pienamente la tutela della vita, in ogni fase della malattia e della disabilità, credo non esisterebbe alcun fenomeno di eutanasia". Berlusconi rispose chiedendogli di "non abbandonare la lotta per il diritto alla vita" e promettendo di "individuare le possibili soluzioni ai problemi di assistenza" che erano stati denunciati. "Prometto che seguirò personalmente gli sviluppi del suo caso", scrisse. Qualche mese dopo, presentando alla stampa il decreto legge "salva-Eluana" che da lì a poco sarebbe stato rispedito al mittente dal presidente Napolitano, Berlusconi citava proprio il caso di Salvatore Crisafulli, parlando del libro "Con gli occhi sbarrati" (che ne racconta la storia) e consigliando a tutti di leggerlo: il risveglio di Salvatore - a suo parere - era un monito anche di fronte al caso di Eluana: "Non sappiamo - disse - quanto irreversibile sia" lo stato vegetativo di Eluana.

Quasi un anno e mezzo dopo, però, è cambiato poco. La visita di Raffaele Lombardo a casa Crisafulli non ha portato consistenti risultati. A fare male sono anche le lungaggini. Pietro recita i ritornelli tante volte sentiti: "E bisogna fare il progetto, e sta partendo, e stiamo facendo, e vediamoci dal direttore, e rivediamo i meccanismi, e fissiamo le riunioni, e vediamo domani, no dopodomani, e aspettiamo i preventivi, e vediamo i bilanci... Ma che è tutto questo tempo? Che sono tutte queste tarantelle, tutte queste tiritere? Non abbiamo tempo da perdere noi!". In televisione, racconta ancora Pietro, il sottosegretario alla Salute Roccella fu diretta: "Noi come governo nazionale non possiamo fare niente, ci disse. Non possiamo fare niente? E allora basta, facciamoli morire e basta". (ska)

(28 gennaio 2010)

"Andrò a morire in Belgio". La disperata sfida di Crisafulli

Salvatore Crisafulli con suo fratello PietroSalvatore si risvegliò nel 2005 dallo stato vegetativo che gli era stato diagnosticato: ha sempre urlato la sua voglia di vivere. Ora si sente abbandonato e tenta il gesto estremo. Il fratello Pietro: "Ci è stata negata ogni assistenza"

Crisafulli, il fratello: "Salvatore non morirà per fame, come Eluana"

Salvatore Crisafulli con la madreSalvatore Crisafulli morirà in Belgio. La partenza è fissata per domenica prossima, 31 gennaio. Il giorno deciso per la morte è martedì 9 febbraio. "Le famiglie come la nostra subiscono una eutanasia di Stato"

Crisafulli, lo scandalo dell'assistenza: "Allo Stato conviene che queste persone muoiano"

Pietro e SalvatoreIl fratello di Salvatore accusa: "L'assistenza reale alle persone in stato vegetativo e a quelle con gravissime disabilità costa una montagna di soldi: denaro che le regioni e i comuni dicono di non avere"

Crisafulli, il fratello: "Difesa della vita solo a chiacchiere

Pietro e Salvatore accanto a uno striscioneLa delusione della famiglia Crisafulli nei confronti dei politici "che si dicono cattolici": "Dovrebbero vergognarsi di quanto non hanno fatto e di ciò che ci stanno spingendo a fare"