L’isola è in controtendenza rispetto all’andamento nazionale: è quanto emerge dal rapporto Inail del 2007. Nel 2007, 35.490 sono gli infortuni avvenuti nella regione, che evidenziano un aumento del 4% rispetto al 2006. Gli infortuni in Sicilia rappresentano il 3,8% di quelli nazionali e si concentrano soprattutto nelle province di Catania, Palermo, Messina e Ragusa

PALERMO - Crescono il numero degli infortuni sul lavoro in Sicilia: lo rileva il rapporto Inail del 2007 presentato a Palermo presso la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni. Nel 2007, 35.490 sono gli infortuni avvenuti nell'Isola che evidenziano un aumento del 4% rispetto al 2006. Il dato risulta in controtendenza rispetto all'andamento nazionale dove, invece si rileva una flessione del 1,7%. Gli infortuni in Sicilia rappresentano il 3,8% di quelli nazionali e si concentrano soprattutto nelle province di Catania, Palermo, Messina e Ragusa.
"Nel suo percorso l'Inail - Sicilia è pronta a lavorare in sinergia coerentemente con la sua missione che non è solo assicurazione ma sistema integrale di tutela del lavoratore. Auspico fortemente una maggiore integrazione tra l'Inail e la Regione che abbia come presupposto fondamentale la prevenzione degli infortuni in Sicilia - - sottolinea il direttore dell'Inail Carlo D'Amato -. Le mie proposte sono, soprattutto, quelle di focalizzare gli interventi nei confronti delle piccole e medie imprese - continua -, realizzare insieme alle altre istituzioni e con le parti sociali una lettura più approfondita delle cause degli infortuni, collaborare con altri enti (Ispels, Isp, l'ispettorato del Lavoro, l'Inps, Ausl, Università, uffici scolastici e parti sociali) per il raggiungimento di obiettivi comuni e coinvolgere maggiormente i medici di famiglia".
"La spesa sanitaria generale in Sicilia è tra le più alte delle regioni italiane, mentre quella per la medicina preventiva e del lavoro risulta tra le più basse - afferma Giuseppe Lo Bello, coordinatore regionale dei comitati consultivi provinciali -. I dati parlano chiaro: non si è sviluppata ancora un'azione sinergica tra tutte le istituzioni, Ausl, assessorato regionale alla sanità, assessorato regionale al Lavoro, Inail, Ispesl, organi ispettivi e sindacli datoriali e dei lavoratori". Tutte le province siciliane sono state coinvolte dal trend negativo degli infortuni rispetto al 2006 ad eccezione di Trapani che nel settore industriale e dei servizi ha avuto un calo del 2%. In agricoltura la provincia di Agrigento ha avuto un aumento degli infortuni del 15% mentre nel ragusano si sono avuti il maggior numero di eventi.
A diminuire sono, invece, gli infortuni mortali riferibili al triennio di osservazione (2005/2007): 77 nel 2007, 86 del 2006 e 88 del 2005. Degli infortuni mortali, 62 sono avvenuti nel settore dell'Industria, 13 hanno interessato il settore agricolo. In particolare nell'ambito dei 62 infortuni mortali riguardanti il settore industriale e dei servizi: 23 si sono avuti nell'artigianato, 20 nell'industria, 10 nel terziario e 4 in altre attività. Inversione di tendenza rispetto al 2006 e rispetto al dato nazionale, pure, per quanto riguarda gli infortuni stradali in agricoltura: si registra infatti un aumento di 10 incidenti (167 rispetto ai 157 del 2006). Il 47% di questi eventi è avvenuto nella provincia di Ragusa, il 18% a Siracusa e il 12% a Catania. Un aumento di sette casi mortali si sono avuti a Ragusa.
Nel settore di Industria e servizi gli infortuni stradali sono aumentati del 12% rispetto al 2006. In particolare, il 79% degli infortuni hanno riguardato le città di Palermo, Catania, Messina, Ragusa e Siracusa. Gli infortuni mortali, in questo caso sono in calo del 22%.. A crescere sono pure gli infortuni in itinere, cioè quelli riguardanti il percorso casa-lavoro. In agricoltura nella provincia di Ragusa si concentra il 52% degli infortuni in itinere, seguita dopo da Siracusa con il 20%. In aumento gli infortuni mortali con 5 casi. Sempre nel settore industriale e dei servizi si rileva una crescita rispetto al 2005 del 60% mentre a livello nazionale è del 5%. Nelle province di Palermo e Catania si sono avuti rispettivamente il 24% e il 22% dei casi. La provincia di Enna è stata quella meno colpita con 39 casi.
Complessivamente gli infortuni in itinere rappresentano il 63% degli infortuni stradali. Nel triennio di osservazione 2005-2207 sono cresciuti pure gli infortuni a carico dei lavoratori stranieri. Nella provincia di Ragusa ci sono stati 164 casi in agricoltura, 219 casi in Industria e servizi. La Sicilia è la regione che risulta interessata a questo fenomeno rispetto alle regioni del centro-nord. Si sono registrati più infortuni fra i lavoratori stranieri provenienti dalla Germania (311) possibilmente figli di emigrati siciliani, tornati nel loro paese di origine. Seguono subito dopo 240 infortuni dei lavoratori provenienti dalla Tunisia che per motivi di vicinanza geografica sono numericamente più presenti rispetto ai lavoratori stranieri originari di altri paesi. Nel 2007 ci sono stati 5 casi mortali rispetto ai 174 avvenuti in Italia di lavoratori provenienti da Romania, Germania e Albania.
Per quanto riguarda le malattie professionali fino ad aprile 2008 ci sono state 976 denunce avvenute a partire dal 2007, il 27% in più rispetto al 2006. Il maggior numero di denunce si sono avute a Messina, Palermo, Caltanissetta, Enna ed Agrigento. Complessivamente il 65% riguarda le malattie non previste dalle tabelle. Tra quelle presenti in tabella, si sono avute rispettivamente 5 denunce di asma bronchiale, 2 ipoacusiae sordità, 31 asbestosi e tra quelle non tabellate le affezioni dei dischi invertebrati. In Sicilia, ricordiamo che su una popolazione regionale di 5 milioni di persone, la forza lavoro rappresenta il 34% della popolazione. Della popolazione attiva il'87% è costituita da lavoratori occupati e per il 13% da lavoratori in cerca di occupazione. Il tasso di incidenza infortunistica calcolato per la Sicilia nel 2007 risulta pari a 21 infortuni su 1000 occupati a fronte dei 37 su scala nazionale. (Serena Termini)
(28 novembre 2008)




