Lavoravano da 5 anni come centralinisti all'ex Ausl 6, ora Asp. Tra i lavoratori alcuni hanno un'invalidità permanente. E il 60% dei medici siciliani ha aderito alla giornata per dire "no" a chi vuole distruggere la sanità pubblica

PALERMO - I dipendenti di una coop sociale che lavoravano da 5 anni come centralinisti all'ex Ausl 6 di Palermo, ora Asp, dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento, si sono chiusi dentro i locali di via Pindemonte, nel palazzo della vecchia amministrazione e hanno proclamato lo sciopero della fame e della sete. I lavoratori invitano le autorità "a rivedere la posizione assunta e a intervenire a sostegno di una cooperativa nata allo scopo di garantire un lavoro onesto a giovani disoccupati e a persone che soffrono di invalidità permanente".
Intanto oltre il 60% di medici siciliani, strutturati, ambulatoriali, veterinari ha aderito alla giornata di mobilitazione dell'altro giorno "Fermiamoli" per dire "no a chi vuole distruggere la sanità pubblica" indetta dai sindacati di categoria. "Ad Agrigento non sono stati ancora assunti molti dei vincitori di concorsi svolti più di un anno fa - ha detto il segretario regionale dell'Anaao Assomed, Rosario Cutrì -. A Siracusa numerose strutture pubbliche risultano essere inadeguate". (set)
(21 gennaio 2010)




