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Via dalla Sicilia, giovani delusi dal presente e incerti sul futuro

Il 50% dei ragazzi palermitani dichiara di voler lasciare l'isola. La raccomandazione il mezzo più usato per ottenere un lavoro che nel 29,7% dei casi è in nero. Ritratto delle nuove generazioni nel report "Giovani a Palermo"

colloquio di lavoro

PALERMO - Intervistati su abitudini di vita e rapporti con il territorio, oltre il 50% dei giovani dichiara di voler andare via a causa della mancanza di un'occupazione idonea al proprio titolo di studio. La raccomandazione si attesta il mezzo più usato per ottenere un lavoro che nel 29,7% dei casi è in nero. Negativa la valutazione su politica, servizi e infrastrutture.  Delusi e insoddisfatti dal presente, i giovani palermitani guardano con incertezza verso il futuro. È questa l'immagine delle nuove generazioni che appare nel report "Giovani a Palermo" stilato nel corso di Progetto Giovani Palermo (PGP) finanziato dal comune nell'ambito del Piano territoriale per l'infanzia e l'adolescenza e realizzato dall'associazione per la Mobilitazione Sociale Onlus con la collaborazione dell'Azienda Sanitaria Provinciale.

Nato con l'obiettivo di conoscere le abitudini di vita dei ragazzi palermitani, i legami con il territorio e la società, il documento è stato redatto in seguito ad un'accurata indagine compiuta mediante 1273 interviste telefoniche rivolte ad un campione di 654 donne e 619 uomini tra studenti, lavoratori, disoccupati e in cerca di prima occupazione di età compresa tra i 14 e i 34 anni. Un target che costituisce circa il 34,4% della popolazione residente. Attraverso la somministrazione di un questionario su temi riguardanti la sfera personale, la formazione, il lavoro e utilizzo delle infrastrutture e dei servizi attivi in città è stato possibile delineare con precisione il ritratto dei ragazzi palermitani con l'obiettivo di scoprire chi sono, come stanno, cosa pensano e cosa sognano. 

L'indagine condotta dallo staff di PGP, coordinato da Marco Marchese, rivela che pur valutando positivamente l'offerta formativa scolastica e universitaria in termini di indirizzi, personale docente e materie, quasi l'80 per cento dei giovani ammette che non troverà un lavoro idoneo al proprio titolo di studio e per questo il 56,2% lascerà Palermo per costruirsi altrove un'identità professionale. Per il 67,6 % la difficoltà di trovare un impiego è da attribuire alle carenze del mercato del lavoro, eppure, dalle risposte degli intervistati emerge che, terminato il percorso di studio, trascorrerebbero all'incirca 3 anni prima di trovare un lavoro stabile.  Andando a fondo nella questione lavoro si scopre che dei 644 giovani che dichiarano di aver trovato un'occupazione, 175 (29,7%) lavorano in nero. La fetta più consistente di lavoratori è impiegata nei call center. L'analisi dei dati dimostra inoltre che il lavoro viene considerato un affare di famiglia: non superano il 5%, infatti, i giovani che sono riusciti a trovare un impiego ricorrendo ai canali formali (agenzie di collocamento o siti internet istituzionali) mentre il 38,9% dichiara di aver fatto ricorso ad amici o parenti.

Il report ha rivelato anche l'insoddisfazione dei giovani verso la politica nonché le infrastrutture e i servizi del territorio. Corrotta, clientelare e inconcludente, secondo le nuove generazioni la politica soffoca le risorse dei giovani e ne mortifica il merito e le competenze. Un ulteriore aspetto del report riguarda l'insoddisfazione verso i servizi pubblici (trasporti, impianti sportivi, musei e biblioteche) che si attesta al 74,8%. (set)

(22 giugno 2010)