SuperAbile

Sicilia


SuperAbile regionale

Benvenuto nella comunità di SuperAbile. Accedi alle tue aree personalizzabili:


SUPERABILE MULTIMEDIA

COMMUNITY

Per saperne di più

Inail per l'integrazione delle persone straniere

Call Center

Contatta Superabile


Il Punto

Palermo, assunzioni al Centro educativo: familiari e operatori in sit-in

Il bando di assunzione del personale è stato revocato. Lisciandra: "È una vergogna". Sul caso il deputato Salvino Caputo ha inviato un'interrogazione parlamentare alla Regione

mani alzate in segno di protesta

PALERMO - Gli ex operatori del Centro Educativo Alzheimer di Palermo e i familiari dei malati, sotto la guida del responsabile del centro Gaetano Lisciandra, si sono riuniti ancora una volta per protestare e fare sentire la loro voce davanti a una situazione, quella legata al proseguimento dell'attività del centro, divenuta davvero "insostenibile". I primi di aprile avrebbe dovuto attivarsi, infatti, il bando di assunzione del personale addetto all'assistenza dei malati ma, nulla di fatto, il bando è stato revocato.

"Che cosa è successo non lo sappiamo. È una vergogna! È giusto fare chiudere un centro come questo? Il bando è stato revocato, si presume - sottolinea Lisciandra - perché ritenuto difettoso in molti punti, soprattutto per quanto riguarda i criteri di scelta degli operatori". "Credo che il concorso sia stato bloccato anche perché per legge non si potevano assumere a titolo personale singole figure professionali - continua Lisciandra - ma bisognava affidare la gestione dell'assistenza a una cooperativa specializzata per questo servizio". "Temiamo adesso che possa essere emesso un bando ad hoc proprio per assumere le 15 figure professionali che nel frattempo si saranno costituite in una cooperativa - continua -. Tutto questo naturalmente sulla pelle dei malati e dei loro familiari che stanno impazzendo a presso a questa vergogna".

Intanto sono sempre più numerose le famiglie con i malati di Alzheimer a carico che sperano che la situazione si sblocchi da un momento all'altro. "Per il bando di assunzione del personale per un periodo di 20 mesi sono stati già stanziati 322mila euro - dicono i familiari dei malati -. Ci chiediamo che fine abbiamo fatto questi soldi". "A gennaio è stato bandito il concorso per l'assunzione del personale - racconta Giovanna Cardinale -. Ho partecipato e ho cominciato a studiare. Poi nessuna notizia. Finalmente alcuni giorni fa ho saputo che è stato revocato e che non si rifarà più. Mi sento stanca di essere presa in giro da funzionari e politici che non sanno gestire alcunché".

Sull'argomento è intervenuto l'onorevole Salvino Caputo, presidente della commissione attività produttive dell'Ars che lo scorso 12 maggio ha inviato al governo regionale un'interrogazione parlamentare. "Premesso che per l'assunzione degli operatori specializzati è stato bandito un concorso per il quale sono state presentate circa 500 domande; e che oggi il Centro di assistenza rimane chiuso - si legge nell'interrogazione -. Ritenuto che tale situazione è in contrasto e in totale violazione del diritto alla salute del cittadino. Chiediamo di conoscere quali provvedimenti il governo della Regione intenderà adottare al fine di: verificare le cause ed i motivi della mancata riapertura del centro di assistenza specializzata; conoscere l'esito dei concorsi espletati per l'assunzione del personale; conoscere quali provvedimenti, in alternativa, verranno adottati al fine di garantire la fruizione del servizio pubblico di assistenza per i malati di Alzheimer".

"Sarà mia cura, evitando qualsiasi forma di strumentalizzazione su questo problema, cercare invece di fare chiarezza su quello che è successo - ha detto Salvino -. Mi impegnerò personalmente, nel giro di una settimana, ad incontrare il direttore generale dell'Asp6 Salvatore Cirignotta, l'assessore regionale alla Sanità Massimo Russo e il presidente dell'Ars Francesco Cascio per capire quello che si può fare per salvare questo centro". "Per il futuro inoltre mi impegnerò perchè possa essere preparato un disegno di legge per inserire il centro all'interno della tabella H - prosegue Caputo -. Un modo per garantire al Cei delle somme costanti e farlo uscire finalmente da un precariato senza senso che lo ha spinto finora ad elemosinare somme dagli enti". Sembra aprire uno spiraglio anche la provincia. "Anche se non rientra nelle nostre competenze faremo il possibile - promette l'assessore provinciale alle attività sociali Domenico Porretta - per dare il nostro contributo economico una tantum per l'attività di questo centro". All'incontro di oggi erano stati inviatati anche l'assessore comunale alle attività sociali Raul Russo e il direttore del dipartimento per l'integrazione socio-sanitaria dell'Asp 6 Gioacchino Oddo che non sono venuti. (set)

(28 maggio 2010)