L'opposizione di centrosinistra denuncia i rischi per centinaia di disabili che rischiano di vedersi togliere ore di assistenza. Proposto un emendamento al collegato alla finanziaria che approderà nelle prossime ore in Aula

CAGLIARI - In Sardegna non ci sono abbastanza fondi per l'assistenza ai disabili. All'appello mancano 28 milioni di euro per il sostegno a domicilio. A denunciarlo, in una conferenza stampa, sono stati gli esponenti del centrosinistra in Consiglio regionale che hanno proposto di trovare le risorse che mancano con un collegato alla finanziaria che dovrà essere discusso in Aula. "I primi ad essere colpiti sono gli utenti - ha detto Marco Espa, consigliere regionale del Pd - sono loro che hanno dato vita alla mobilitazione. A conti fatti, un taglio di mille euro equivale a 100 ore di assistenza tolte ad un disabile. Chi invece si trova ad avere 500 non può che finire in un istituto, con un incremento dei costi per l'intera collettività".
Attaccano a testa bassa anche gli altri esponenti dell'opposizione alla Giunta guidata dal governatore Ugo Cappellacci che, proprio a causa di questi tagli, in queste ore sta incassando anche la protesta di numerosi sindaci. Rodouan Ben Amara, consigliere regionale dei Comunisti italiani, ha annunciato un sit-in davanti al palazzo della regione al quale parteciperanno disabili e associazioni dei familiari, mentre Massimo Zedda (gruppo della Sinistra ecologia e libertà) ha criticato aspramente i tagli che penalizzano gli enti locali, costretti in alcuni casi ad intervenire a proprie spese. E questa mattina, Marco Espa ha annunciato anche un emendamento al collegato alla finanziaria che dovrebbe servire per recuperare i soldi che mancano. "Chiediamo che vengano stanziati 28 milioni di euro che servono per reintegrare di mille euro i progetti già approvati e finanziati - ha ripetuto Espa - ci risulta che le risorse ci siano chiediamo che vengano coperti i piani personalizzati". (fp)
(15 gennaio 2010)






