Il sindaco di Alghero denuncia gli effetti della delibera regionale che taglia del 20% i fondi per i progetti di assistenza ai disabili. Nella città vengono assistite 485 persone che rischiano di vedersi ridotta l'assistenza a 3 ore settimanali

CAGLIARI - La protesta monta dai comuni, costretti a correre ai ripari dopo la decisione della Regione di ridurre del 20% i finanziamenti sui piani personalizzati all'assistenza domiciliare. Interventi indispensabili soprattutto in casi di grave disabilità, supporti preziosi per le famiglie che pagano tutti i giorni il prezzo più alto dell'assistenza. Solo ad Alghero, ha chiarito l'amministrazione cittadina, non potranno essere accolte 485 richieste di assistenza. "In conseguenza di questa riduzione - ha denunciato il sindaco algherese Marco Tedde, chiedendo all'assessore regionale alla Sanità, Antonello Liori, di ridiscutere i criteri di attribuzione delle risorse - verranno determinate gravi situazioni per molte famiglie". Meno finanziamenti che minano anche l'effetto della legge 162 del 1998 che era riuscita in qualche modo ad evitare emarginazione ed abbandono garantendo ai disabili più gravi di essere assistiti nelle proprie abitazioni. Più nel dettaglio entra l'assessore ai Servizi sociali di Alghero, Maria Grazia Salaris: "La delibera della regione prevede un taglio di mille euro per ciascun piano - ha spiegato - le conseguenze saranno piuttosto pesanti per tante famiglie, anche perché in veri casi l'assistenza potrà essere ridotta solo a tre ore settimanali". (fp)
(15 gennaio 2010)






