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Cagliari. Bloccato dal metal detector di una banca per la protesi alla gamba

Le rigide norme antirapina hanno costretto Fabrizio Sanna a restare fuori dall'istituto bancario sino a quando non è stato riconosciuto da una cliente. Polemiche in Sardegna.

divieto di accesso

CAGLIARI - Bloccato fuori dalla porta blindata della banca a causa di una protesi. Il metal detector non l'ha lasciato passare e non è servito nemmeno mostrare la carta d'identità, indicando ai funzionari dell'istituto l'ausilio ortopedico metallico alla gamba sinistra. Alla fine, il giovane cagliaritano è riuscito a cambiare l'assegno solo perché conosciuto da un altro cliente della Unicredit di Selargius, centro di 30 mila abitanti a pochi chilometri da Cagliari.

L'incidente è accaduto lunedì scorso: il giovane con la protesi è stato confuso per un potenziale rapinatore e lasciato fuori dall'istituto di credito. "Ero andato per cambiare un assegno proveniente da un altro istituto - spiega Fabrizio Sanna - Quando il metal detector sulla porta ha segnalato la presenza di oggetti metallici ho contattato le persone all'interno perché mi aprissero. Avevo i pantaloncini corti e ho spiegato e mostrato che, dopo l'amputazione, devo portare una protesi alla gamba sinistra, ma il direttore mi ha risposto che non mi poteva fare entrare perché l'allarme continuava a suonare". Ha provato in tutti i modi a spiegare dall'esterno al direttore e ai funzionari che non aveva alcuna intenzione di rapinare, mostrando sia la gamba che l'assegno e la carta d'identità. Ma nulla, nemmeno davanti alla minaccia di chiamare i carabinieri.

"Alla fine per fortuna c'era una persona che mi conosceva - chiarisce il giovane - e dopo averla sentita e aver dato garanzie mi hanno fatto entrare. Ho espresso il mio disappunto, ma mi è stato di cambiare l'assegno senza fare storie. La ritengo un'ingiustizia". Il disguido, se così lo si vuole chiamare, sarebbe stato causato dalle rigide norme di sicurezza della banca, soprattutto dopo un aumento pericoloso di rapine registrato in Sardegna. "Siamo spiacenti per l'inconveniente - spiegano dall'ufficio stampa di Unicredit - ma l'atteggiamento che è stato visto come una rigidità eccessiva, rispetta in realtà una politica a garanzia della sicurezza della clientela. Questi ultimi mesi hanno visto una crescita del numero delle rapine in banca in Sardegna e la cosa ha portato naturalmente il nostro direttore a un atteggiamento più prudente". (fp)

(3 settembre 2009)