Nei guai il primario di anatomia patologica del Santissima Trinità di Cagliari, Antonio Maccioni, accusato di soppressione di parti di cadavere, favoreggiamento, falso materiale e ideologico. Casu morì nel 2006 nel reparto psichiatrico dell'ospedale dopo sette giorni di contenzione fisica. La prima udienza il 27 febbraio

CAGLIARI - Il 16 maggio 2008 era stato arrestato e confinato ai domiciliari dal Gip Daniela Amato con l'accusa di soppressione di parti di cadavere, favoreggiamento, falso materiale e ideologico. L'inchiesta bis della Procura legata alla morte di Giuseppe Casu sembra ruotare attorno ad Antonio Maccioni, primario di Anatomia patologica del Santissima Trinità di Cagliari. Sequestrati computer e server centrali del reparto, l'inchiesta ruota attorno alla misteriosa scomparsa dei reperti prelevati dal corpo dell'ambulante deceduto nel reparto psichiatrico guidato dal primario Gian Paolo Turri dopo sette giorni di contenzione fisica.
Secondo l'accusa, che ha portato poi all'arresto (poi revocato) il dirigente del reparto di Anatomia patologica avrebbe scambiato i reparti per favorire i due colleghi accusati della morte dell'ambulante. Nel dicembre 2006, secondo quanto starebbero accertando gli uomini della Procura, il contenitore numero 13 che custodiva le parti anatomiche prelevate dal paziente durante l'autopsia era indicato con la scritta: "Non eliminare: a disposizione dell'autorità giudiziaria". Il 31 gennaio 2007, quando la polizia giudiziaria ha sequestrato il contenitore, c'è stata la scoperta: non i resti di Casu, bensì quelli di un altro paziente morto sempre per trombo embolia (esattamente come Casu), ma dovuta ad un tumore. Qualcuno, secondo gli investigatori, tra dicembre e gennaio avrebbe sostituito le parti anatomiche dall'interno del contenitore, facendo scomparire quelle dell'ambulante quartese. Il 16 dicembre 2008, meno di un mese fa, la decisione del Gup di Cagliari Roberta Malavasi di processare Antonio Maccioni con le accuse di soppressione di parti di cadavere, favoreggiamento, frode processuale, falso materiale e ideologico. La prima udienza è già fissata per il 27 febbraio. Il primario sarà difeso dagli avvocati Luigi Concas e Antonio De Toni. (Francesco Pinna)
(22 gennaio 2009)







