La lettera di Marisa Melis, membro di "Genitori tosti in tutti i posti", in riferimento all'approvazione in Sardegna dei "Provvedimenti a favore di persone con handicap grave". "Una vittoria a metà, ma comunque una lotta che se non fatta avrebbe lasciato ancor di più l'amaro in bocca"

Le battaglie per i disabili: quanto è importante per il genere umano unirsi e cercare di prefiggersi degli obiettivi? Tantissimo! Penso che le battaglie per aiutare i nostri figli disabili siano numerose, se pensiamo a chi ci ha preceduto ed ha fatto in modo che i nostri ragazzi oggi possano stare tranquillamente in una scuola normale (anche se qualcuno ogni tanto scarrozza e cerca di proporre norme per tornare indietro!), a chi ha lottato per gli ausili, per non parlare poi delle barriere architettoniche e quant'altro interessa i disabili in Italia.
Allora a livello nazionale esiste una legge, la 162/98, che aiuta il disabile mettendolo in condizioni di poter progettare un aiuto per una sua vita autonoma. In Sardegna questa legge è stata ben interpretata ed attuata in aiuto ai disabili. Essendo una legge del ‘98, diciamo che da noi i primi ad usufruirne forse sono stati nel 2001 (se non sbaglio) pochi, poi negli anni i numeri degli aderenti sono aumentati sempre di più. Logicamente i disabili stessi hanno fatto da cassa di risonanza per l'informazione agli altri disabili: mettiamo poi il grande aiuto oggigiorno di avere un mezzo di informazione come internet ed il gioco è fatto.
Quest'anno nella nostra Regione si è arrivati ad avere richiesta di aiuto per circa 28.751 casi: una cifra enorme, circa 130 milioni di euro. Che cosa hanno fatto allora le grandi menti pensanti? Tagliare,tagliare, tagliare. Ormai tagliare sul disabile è diventato l'ultimo sport nazionale e dunque anche la Sardegna si è adeguata, facendolo diventare anche da noi sport regionale. Per non scontentare nessuno, si accettano tutte le domande idonee e si tagliano mille euro a domanda, indipendentemente dalla cifra ricevuta. Non mi sembra un modo democratico, ma cerchiamo di lottare per riuscire a far riavere i soldi a questa categoria già provata da tante vicissitudini.
Si protesta e dopo tanto protestare si arriva a questo: si reintegrano 14 milioni di euro dei 28.751 mancanti. Una vittoria a metà, ma comunque una lotta che se non fatta avrebbe lasciato ancor di più l'amaro in bocca.
Magari la regione Sardegna dovrebbe rivedere gli sprechi da altre parti, perché investire sul disabile non è uno spreco di risorse: è un vedere il futuro in modo più positivo. Una battaglia quasi vinta, ma la guerra che interessa tutto il mondo dei disabili è ancora lunga!
Marisa Melis
Genitori Tosti in tutti i Posti
Quartu S.Elena
(8 marzo 2010)





