Invalidità permanenti troppo leggere per essere indennizzate, ma troppo pesanti per consentire il ritorno al "vecchio lavoro": presentato un tavolo tra Inail, servizi per l'impiego e industriali per il reinserimento dei disabili

CAGLIARI - I fondi ci sono: ora servono i progetti. Non solo indennizzi per chi resta vittima di gravi incidenti sul lavoro riportando gravi conseguenze, ma anche la possibilità del reinserimento per quelli che non potranno più riavere l'antico posto di lavoro. Nuovi lavori, dunque, oppure la possibilità di inventarsene uno su misura, ottenendo finanziamenti e formazione per l'avvio. E proprio in queste settimane, l'Inail e la provincia di Cagliari sono a lavoro per avviare i primi progetti, affiancando alcuni giovani vittime di incidenti. "Un decreto del 2000 - spiega Michele Pintus, dirigente vicario dell'Inail Sardegna - ci assegna il compito dell'inserimento dei disabili: con formazione, riqualificazione e reinserimento lavorativo. Ma da soli non possiamo fare un granché: serve la collaborazione delle imprese e dei servizi per l'impiego della Province. Una rete che elabori progetti mirati chi subisce conseguenze anche non gravi negli infortuni, ma tali da impedire il ritorno al vecchio lavoro". E nei giorni scorsi, sia gli specialisti dell'Inail che quelli della Provincia di Cagliari si sono riuniti con anche una rappresentanza delle imprese per riuscire a far partire i primi progetti.
"Gli infortuni mortali hanno i riflettori accesi e vengono indennizzati - prosegue Pintus - ma gli infortuni con danni permanenti, sebbene senza gravi invalidità, sono parecchi. Persone che spesso ricevono un indennizzo insufficiente per mantenere la famiglia. È qui che bisogna intervenire con questa nuova rete: l'infortunio non deve essere la fine della vita lavorativa". L'obiettivo dunque è quello di creare nuovi posti di lavoro, formando oppure dando strumenti per l'auto-impresa, finanziandoli (quando necessario) sino a quando non decollano. "Di recente abbiamo affrontato il caso di un giovane che è stato formato e reinserito nel settore informatico dopo essersi fatto male - conclude il responsabile vicario dell'Inail Sardegna - Ora abbiamo ottenuto la collaborazione dei centri per l'impiego e speriamo di poter lavorare anche con le imprese. Gli industriali si sono dimostrati disponibili: abbiamo già dieci soggetti con cui stiamo impostando dei progetti per vedere se esistono abilità residue e possibilità di inventarsi un nuovo lavoro o reinserirsi". (fp)
(17 dicembre 2008)




