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In Puglia i pazienti pschiatrici coltivano l'orto

Lavorare la terra, produrre il biologico, trasformare i prodotti, commercializzarli: sono le attività alla base del progetto Ortoporto della Asl di Lecce per la riabilitazione e l'inserimento lavorativo

orto

LECCE - È bastato mettere assieme competenze e buona volontà per fare di una Comunità riabilitativa e assistenziale per persone con disagio psichiatrico (in Puglia Crap), un luogo di integrazione e di inserimento lavorativo. È quanto hanno pensato la Azienda sanitaria di Lecce e l'assessorato regionale alle risorse agroalimentari, potenziando la struttura riabilitativa esistente di Villa Libertini a Lecce e riconvertendola in una vera e propria masseria didattica, o come dice il progetto in un "ortoporto". Il programma delle attività prevede la raccolta e trasformazione di pomodori da salsa, la coltivazione di un orto sinergico, la raccolta di frutti e loro trasformazione in marmellate, la raccolta e molitura di olive, la panificazione, il confezionamento dei prodotti da commercializzare, il tutto all'insegna dello slogan "buono pulito e giusto". L'obiettivo è quello di incrementare le competenze dei pazienti psichiatrici, con la prospettiva di aprire all'ipotesi di una produzione a fini commerciali dei prodotti, con potenziale sviluppo occupazionale fino alla formazione di una cooperativa sociale di tipo B, ed un auspicabile reinserimento nel mondo produttivo, alla fine di un percorso riabilitativo psichiatrico.

Il progetto, che si avvierà a pieno regime nel mese di settembre, vede beneficiari i 14 ospiti della Crap ed è a costo zero per la Asl. E che si tratti di un'iniziativa "buona, pulita e giusta" lo dice anche il sostegno economico che molte aziende locali hanno voluto dare al progetto. "La trasformazione dell'idea manicomiale - ha spiegato il direttore generale della Asl di Lecce, Valdo Mellone - è un lungo processo ancora in itinere, non arrivato a compimento perché in buona parte legato alla cultura e ai pregiudizi che ci hanno guidati per secoli. In questo percorso, avviato con la legge Basaglia, restituire alla città di Lecce un edificio che apparteneva al manicomio e renderlo luogo permeabile alla frequentazione da parte della cittadinanza, favorisce il passaggio dall'idea della custodia a quella dell'integrazione: fine ultimo del processo di riabilitazione psichiatrica". "La tutela del diritto alla salute - ha concluso Mellone - la cui sostenibilità sembra messa a rischio dall'attuale carenza di risorse del Paese, passa anche attraverso la condivisione, da parte dei policy maker, di linee di indirizzo integrate, che sostengano "la salute in tutte le politiche". Il progetto è in partenariato con Slow Food Lecce e la cooperativa agricola FM Salento che gestisce anche un gruppo di acquisto solidale. (Serenella Pascali)

(2 agosto 2012)