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Nascono i ’’centri risorse’’ per le famiglie pugliesi

Siglato il protocollo d’intesa tra Regione e Province. Si tratta di punti di informazione, sostegno e aiuto per le famiglie. Centrale l"Ufficio di mediazione civile e penale obbligatorio in ogni provincia

Sorelline leggono
BARI ? Previsti nel piano "Famiglie al Futuro? adottato lo scorso ottobre, i centri risorse per le famiglie diverranno a breve operativi, grazie ad un accordo siglato dalla Regione e dalle Province pugliesi. I ?Centri risorse per le famiglie? sono punti di elaborazione, informazione, sostegno e aiuto per e tra le famiglie per affrontare i problemi della vita familiare, della difficoltà di conciliare impegni e tempi di lavoro e di cura, per sostenere le coppie giovani, le famiglie numerose, le famiglie monoparentali, i genitori temporaneamente in difficoltà, le famiglie immigrate. Il protocollo prevede anche di estendere un servizio sperimentale attivo dal 1996 in forma volontaria e dal 2001 in forma riconosciuta nella provincia di Bari, attraverso l?istituzione, in ogni provincia pugliese, dell?ufficio di mediazione penale e civile. L?intento della mediazione è quello di contrastare l?accentuarsi crescente della conflittualità sociale e giudiziaria, valorizzando le risorse dei soggetti in termini di solidarietà e affettività, per renderli protagonisti del superamento pacifico della loro lite.

Diverse le aree di intervento previste per i Centri risorse tra cui l?informazione, il sostegno delle competenze genitoriali, lo sviluppo delle risorse comunitarie e dei rapporti intergenerazionali, il sostegno con attività sociali agli obiettivi di prevenzione, educazione e cura dei consultori materno-infantili. All?interno di queste aree, specifiche attività dovranno caratterizzare i Centri risorse: dalla formazione degli operatori, all?istituzione degli uffici di mediazione civile e penale, alla rete con gli altri servizi analoghi sul territorio, alla comunicazione e promozione di una genitorialità responsabile, di percorsi di affido, oltre all?informazione su tutto ciò che gravita attorno alle famiglie e all?infanzia, promuovendo scambi intergenerazionali e altre forme di solidarietà tra cui la banca del tempo. Servizio centrale sarà dunque l?ufficio di mediazione civile e penale con attività di mediazione familiare, sociale, penale, interculturale, programmi di giustizia riparativa e di sostegno alle vittime, promozione di attività di luogo neutro e attività di sensibilizzazione del territorio.

Entro la fine di febbraio 2008 le province dovranno aver stilato un progetto del centro risorse territoriale, anche concertato all?interno dei coordinamenti interistituzionali provinciali (che raggruppano i sindaci di tutti i comuni), con il supporto degli osservatori provinciali delle politiche sociali. Per l?avvio dei servizi sono già stanziati 1 milione e 400 mila euro, suddivisi per le cinque province sulla base del numero dei nuclei familiari e del numero dei comuni che ricadono nel territorio. Alla Regione il compito di vigilare sull?attuazione dei servizi provinciali attraverso una cabina di regia, un organismo misto, composto da rappresentanti della Regione e di ciascuna provincia pugliese.

?Le attività dei centri risorse ? afferma Antonella Bisceglia la dirigente responsabile del progetto per l?assessorato alla solidarietà ? rappresentano una innovazione per il contesto pugliese, contribuiscono a rilanciare il ruolo delle Province al fianco degli enti locali, e si pongono come contenitori anche di ulteriori attività e prestazioni a supporto del profilo sociale degli stessi consultori familiari, per i quali la Puglia riceverà già a breve risorse finalizzate da parte del Ministero per la Famiglia, per effetto di una norma della finanziaria per il 2007?. (Serenella Pascali)

(26 novembre 2007)