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Torino, Coordinamento disabili contro tagli ai trasporti: "Pioggia di ricorsi contro il Comune"

Il coordinamento ha annunciato ricorso al Tar contro la delibera del Comune che ha sancito l'introduzione del conteggio Isee nella distribuzione dei buoni taxi e la cancellazione del servizio per chi abbia un parcheggio privato sotto casa

TORINO - "Credo che con questa delibera il Comune di Torino si troverà di fronte a una Stalingrado. E credo proprio di poter promettere una pioggia di ricorsi contro il Comune e il Gruppo trasporti (GTT)". A parlare è l'avvocato Davide Petrini, professore di diritto penale, da sempre in prima linea nella tutela dei diritti dei disabili. Che stamattina, di fronte al Coordinamento interassociativo disabili, ha annunciato battaglia contro la delibera con la quale, lo scorso 7 maggio, il Comune ha riorganizzato il servizio di trasporto delle persone affette da disabilità motoria. Che da ora in poi verrà erogato in base alle fasce di reddito e cancellato totalmente per quanti abbiano un parcheggio attrezzato sotto casa (il cosiddetto "stallo"). "Di fatto, ogni cittadino disabile che non riuscirà a salire su un mezzo pubblico, perché sprovvisto delle apposite strutture, vorrà rivolgersi al Giudice civile appellandosi alla legge antidiscriminazione". Approvata nel 2006, la legge stabilisce che c'è discriminazione diretta quando, per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sarebbe trattata una non disabile in una situazione analoga.


"Prendiamo allora - continua Petrini - gli stessi dati che la Gtt mette a disposizione sul suo sito: i bus con il pavimento ribassato sono solo il 58% del totale; i mezzi con sistema audiovisivo di fermata coprono appena il 25%; mentre solo il 66% dei bus e il 49% dei tram hanno uno spazio attrezzato per le carrozzine. Con queste premesse, il Comune può solo prepararsi ad essere subissato di ricorsi. Finora questa città ha potuto vantarsi di un servizio che è stato un fiore all'occhiello in materia di pari opportunità, mantenuto per 30 anni dalle più disparate amministrazioni: insieme ai tagli, dunque, vengono cancellati 3 decenni di integrazione modello".
Presentata dall'assessore ai servizi sociali Elide Tisi e dall'assessore alla mobilità Claudio Lubatti, la delibera del 7 maggio stabilisce che i rimborsi per i buoni taxi vengano erogati in base alle fasce contributive. Il valore del buono taxi, pari a 9 euro, prevede ora la compartecipazione dell'utente in misura di 2 euro per i redditi non inferiori a 10.000 euro, e di 7 per quelli sopra i 50.000; mentre i buoni restano gratuiti per i redditi al di sotto dei 10.000 euro.
Cresce nel frattempo anche la polemica tra il Comune e l'Unione italiana ciechi. "Le nuove norme - ha spiegato una settimana fa Enzo Tomatis, presidente su Torino- sono vergognose e discriminatorie. I non vedenti dovranno pagare somme via via più alte in base al proprio reddito per poter usufruire dei mezzi ordinari". Per questo, anche l'Uic ha da poco annunciato ricorso al Tar del Piemonte. (Antonio Storto)


(5 luglio 2012)