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Bresso: "In Piemonte il volontariato ha un'origine antica"

La presidente della regione: "Tra volontari europei e piemontesi si fa sempre più forte la convinzione di un destino comune e di problematiche interconnesse"

mani che sostengono l'un l'altra

TORINO - Una tradizione piemontese di presenza del volontariato solida e antica: oltre 2600 le organizzazioni iscritte al registro regionale, un mondo intorno al quale ruotano circa 650.000 persone. Alla presidente della regione Mercedes Bresso, che ha il coordinamento delle politiche per il volontariato, in occasione della IV conferenza regionale del Volontariato, chiediamo della situazione in Piemonte."Le organizzazioni piemontesi hanno, in misura superiore al fenomeno nazionale, un'origine antica, che colloca il Piemonte, al pari della Toscana, tra le regioni dove il fenomeno ha avuto una genesi più lontana nel tempo-spiega Bresso-. E' una tradizione d'intervento nel sociale che affonda le sue radici nella cultura cattolica, ma anche socialista (le società di mutuo soccorso), accomunate dall'impegno, fin dalla seconda metà del 1800, di far fronte ai bisogni ed arginare le contraddizioni sociali scaturiti dalla rivoluzione industriale.  Se tale impegno ha avuto nel capoluogo un epicentro importante, anche in altre parti della regione vi è stato un notevole fiorire di iniziative. I dati del registro regionale dimostrano anche la presenza d'organizzazioni con un'ampia varietà e ricchezza d'esperienze e con una forte tradizione di impegno della società civile: in misura superiore alla media nazionale,  è anche il numero di associazioni con orientamento aconfessionale. Le attività rivolte ad una pluralità di destinatari sono spesso realizzate in integrazione o collaborazione con enti e istituzioni pubbliche. Vi è in ciò una significativa conferma  dell'assioma secondo il quale, dove il sistema di protezione sociale pubblico è più esteso e strutturato,  anche l'iniziativa della società civile è solida e ramificata e viceversa. Oltre alla capacità di intessere significative reti di collaborazione pubblico-privato, vi è un forte collegamento con il tessuto sociale e la società civile nelle sue diverse componenti, come evidenziato dal grande numero di associazioni che, soprattutto per la realizzazione di progetti, si avvalgono del sostegno delle Fondazioni di origine bancaria, ma anche degli enti for profit e delle donazioni di singoli cittadini (59 su 100 a fronte delle 48 su 100 a livello nazionale)- continua la governatrice del Piemonte-. Ma non vi è solo il volontariato delle buone prassi, presente  soprattutto nel sistema di Welfare, anche se questo rappresenta circa il 65% del volontariato organizzato. Rilevanti sono  i dati sulle attività culturali e a sostegno del patrimonio artistico e storico piemontese. Infatti, è di proporzioni superiori rispetto al fenomeno nazionale, la presenza d'organizzazioni solidaristiche che si fanno carico della protezione civile (15.000 volontari) e dell'ambiente"

In Europa sono oltre 100 milioni i cittadini impegnati nell'attività di volontariato, 3 milioni circa in Italia. E il Piemonte? "Tra i volontari europei e dunque anche piemontesi si fa sempre più forte la convinzione di un destino comune e di problematiche fra loro sempre più interconnesse- sottolinea Bresso-. In 50 anni l'Europa è cambiata, il mondo è cambiato e per affrontare le nuove sfide occorrono visioni globali  e risposte in rete". Il 2011, sarà l'Anno europeo del volontariato.

"L'appuntamento proietta il volontariato piemontese in una dimensione europea e quindi di più ampio respiro; anche se si tratta della Conferenza Regionale, le organizzazione si stanno da anni attrezzando per affrontarlo in uno scenario non solo regionale ma anche nazionale, europeo, internazionale- continua-. Dalla scorsa Conferenza del 2006 mi risulta si siano attivati i primi contatti con alcuni volontari dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo e numerose sono anche le iniziative che, con il supporto dei Centri di servizio del volontariato piemontesi, le nostre organizzazioni stanno  attuando in ambito europeo e in progetti con altri stati membri. Il confronto diretto tra associazioni di volontariato può costituire un efficace strumento di apprendimento e di scambio di buone prassi. Nel corso del 2011 sono inoltre previste a Torino alcune Conferenze internazionali conclusive di progetti in corso; avrà luogo anche l'anniversario dei 150 anni dell'Unità d'Italia, che vedrà la nostra regione teatro di celebrazioni e iniziative culturali. E' nostra intenzione poi dare ampio spazio alle tradizioni culturali del volontariato e caratterizzare l'anniversario con una forte impronta civile e solidaristica" (rf)

(27 gennaio 2010)

Piemonte, un volontario su cinque ha meno di 30 anni

giovani volontariCirca 2600 organizzazioni e 650 mila volontari, di cui 180 mila impegnati in modo stabile: per il 10% delle associazioni i giovani sono la risorsa prevalente. La Conferenza regionale scalda i motori