Circa 2600 organizzazioni e 650 mila volontari, di cui 180 mila impegnati in modo stabile: per il 10% delle associazioni i giovani sono la risorsa prevalente. La Conferenza regionale scalda i motori

TORINO - Venerdì 29 e sabato mattina del 30 gennaio 2010 si svolgerà a Torino, al Centro congressi regionale, la 4° Conferenza regionale del volontariato, organizzata dalla regione e dal Consiglio regionale del volontariato. Un'importante occasione di dibattito e di riflessione sui bisogni emergenti e sul futuro del volontariato. Angela Migliasso, assessore al Welfare e lavoro con delega al volontariato e presidente del Consiglio regionale del volontariato, traccia un bilancio in vista di questo appuntamento.
Che cosa è il Consiglio regionale del volontariato?
Un organismo di rappresentanza previsto dalla legge regionale. La normativa sul volontariato risale al 1994, ma le modalità e la composizione dell'organismo sono state definite solo nel 2004. Il Consiglio é attivo e pienamente operativo dal 2006; ha funzioni di consultazione, promozione e partecipazione, definizioni ampie che lasciano largo margine a una sempre maggiore presenza dell'organismo nella realtà regionale. L'organismo è ancora in "fase di rodaggio", e proprio per questo, nell'ambito dell'Ufficio di presidenza e del Consiglio medesimo si è deciso di dare ampio spazio, nell'appuntamento di fine gennaio, alla riflessione sulle tematiche della rappresentanza, della democrazia e della partecipazione.
Il bilancio di questi anni di lavoro?
Molti sono i lati positivi da evidenziare. Le manifestazioni annuali "Volontariato in piazza" così come la "Giornata del volontariato"; si é puntato molto alla promozione sul territorio e a valorizzare le tradizioni e le caratteristiche proprie delle varie realtà, facendo crescere le iniziative locali e mantenendo tuttavia un carattere centrale unitario che desse il senso della iniziativa regionale, con la definizione di un tema unico ogni anno. Anche sul fronte delle nomine dei 4 rappresentanti del volontariato nell'ambito del Comitato di gestione del fondo speciale piemontese, è stata apportata una modifica alla legge regionale per consentire un maggiore coinvolgimento in queste nomine da parte del CRVolontariato. Una delle prime iniziative è stata l'approvazione di un proprio regolamento che prevede l'articolazione dei lavori per Commissioni. Le Commissioni hanno svolto un ruolo determinante per la preparazione delle due Conferenze regionali sia durante il corso degli anni sia per definire i temi dei gruppi di lavoro pomeridiani.
Quste le luci... tra le ombre?
Sicuramente che la partecipazione e la rappresentanza sono stati saltuari e a volte poco incisivi. Questo da parte di tutti e di tutte le componenti; occorrerà una riflessione profonda per migliorare questo aspetto, anche se si è incominciato un percorso importante, non facile, dove ognuno ha dovuto imparare a rispettare ruoli e funzioni, tenere conto della pluralità, superare visioni frammentate e interessi particolari.
Qual è il profilo del volontariato piemontese?
Il volontariato rispecchia abbastanza le caratteristiche del volontariato italiano con alcune particolarità. Le organizzazioni iscritte al registro sono circa 2600, sono quasi 650.000 mila i cittadini a vario titolo impegnati, di cui 180.000 in modo stabile e continuativo. Un dato significativo è una maggior presenza dei giovani rispetto ad altre regioni. Quello del coinvolgimento delle nuove generazioni é un tema "caldo" sul quale il volontariato in generale nella nostra regione molto si è impegnato, nella consapevolezza che i giovani costituiscono la risorsa più importante per il futuro del volontariato, ma anche della società. Mondo della scuola, organizzazioni del volontariato, Istituzioni, Centri di servizio, tutti hanno dedicato molta considerazione ai giovani. Molti i progetti, sovente sostenuti dall'amministrazione regionale e dalla province, che i 9 Centri di servizio negli ultimi anni hanno realizzato per promuovere attività nelle e con le scuole oltre che stage estivi nelle organizzazioni. Possiamo con vanto dire che se ne vedono i risultati. In Piemonte i volontari con meno di 30 anni sono presenti nel 46% delle associaizoni e rappresentano quasi un quinto dei volontari complessivi. Essi costituiscono la risorsa prevalente nel 10% dei casi. Il giovane oggi contratta continuamente la sua presenza nel mondo associativo in generale, proprio perché è nella fase di vita in cui sperimenta e costruisce la propria identità e per un periodo di tempo più lungo che in passato. L'esperienza positiva del servizio civile dei giovani è al riguardo esemplare, con il vantaggio di proporre ad essi esperienze e progetti in cui possono verificare motivazioni, attitudini e abilità. Saper proporre progetti ai giovani - con l'aiuto del Csv - ha come ricaduta positiva, oltre al vantaggio dovuto al loro apporto nel periodo del servizio, anche la possibilità, riscontrata, che parte di essi rimangono nel volontariato, una volta terminato il servizio civile. In ogni caso l'esperienza condotta in una OdV mantiene aperta tale eventualità, in un qualsiasi momento futuro della loro vita. La regione, riconoscendo il valore formativo del servizio civile, nell'ambito del proprio ruolo istituzionale, ha attivato in questi anni sinergie sul territorio affinché potessero essere sfruttate appieno le possibilità fornite ai giovani dalla normativa. La collaborazione con i diversi attori del servizio civile ha permesso di costruire una fitta rete di risorse e di competenze al fine di far si che tale esperienza fosse occasione educativa, di utilità sociale e responsabilità civile.(rf)
(27 gennaio 2010)





