Nell'anno europeo dell'invecchiamento attivo, il nostro paese lancia il network "Italia longeva", che propone una nuova visione dell'anziano come risorsa per la società e con la tecnologia al suo servizio

ANCONA - Nel 2012, anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni, nasce "Italia Longeva", il network nazionale creato da ministero della Salute, regione Marche e Inrca che promuove tutti gli aspetti legati alla nuova visione dell'anziano come risorsa per la società, in buona salute, attivo e impegnato. Così l'Italia si attrezza per essere "un paese per vecchi". Ma in un'ottica diversa dal passato, in cu il "nuovo anziano" diventa l'elemento centrale di un sistema paese che offre opportunità di sviluppo economico e sociale, che stimola ricerca e innovazione, favorendo le tecnologie innovative - materiali, manufatti, apparecchi elettronici e servizi digitali - esportabili in tutto l'Occidente che invecchia. Ieri la presentazione ufficiale ad Ancona, in occasione delle due giornate dal titolo "Italia longeva per una migliore qualità della vita: la nuova frontiera per l'anziano di oggi e di domani".
"Italia Longeva" lancia così una sfida a livello nazionale, a partire dalla regione Marche, con un progetto che guarda al futuro dell'anziano per renderlo autonomo, aumentandone gli spazi di autosufficienza, contenendo il consumo di farmaci con l'obiettivo di migliorare la sua qualità della vita, semplificandone le condizioni e, non ultimo, di ridurre i costi del Servizio sanitario nazionale. "Italia longeva" mette l'anziano al centro dell'attenzione di imprese, istituzioni, privati, associazioni, operatori sanitari. A partire dalla quotidianità: dalla casa informatizzata, senza barriere architettoniche, con sensori che rilevano possibili pericoli, ad elettrodomestici intelligenti e strumenti di comunicazione con interfacce facili per il loro controllo a distanza. L'anziano sarà quindi sempre connesso con i familiari o gli operatori sanitari, informati del suo stato di salute grazie alla telemedicina o a sensori "indossati" per un continuo check up in grado di allertare in caso di problemi o di controllare che le terapie siano seguite e somministrate correttamente.
Oggi si invecchia di più ma anche meglio. I nuclei familiari sono sempre più "maturi" e numerosi, favoriti da una compressione delle malattie, da un miglioramento delle cure e dalla riduzione di disabilità che oggi per un 75enne è inferiore al 10%. Il 75,4% fra gli ultra 65enni non si sente anziano, ma accanto a questa condizione esiste anche un 18,8% di ultra65enni disabili. Delle circa 12.200.000 di persone over 65, coloro che necessitano di servizi di assistenza continuativa sono circa 2/2,5milioni. Oggi la tecnologia è ancora poco utilizzata fra ultra 65 enni. Secondo i dati Istat del 2012, le famiglie di over 65enni (sole o in coppia) continuano ad essere!escluse dal possesso di beni tecnologici: solo il 9,8% possiede il personal computer, l'8,1% ha l'accesso ad Internet,il 37,5% possiede il decoder digitale terrestre e il 16,7% ha l'antenna parabolica.
(15 giugno 2012)










