SuperAbile

Marche


English version


Benvenuto nella comunità di SuperAbile. Accedi alle tue aree personalizzabili

SuperAbile regionale

SUPERABILE MULTIMEDIA

COMMUNITY

Per saperne di più

INAIL Protesi Riabilitazione e Reinserimento

Inail per l'integrazione delle persone straniere

Call Center

Contatta Superabile

Logo accessibilità


Interviste e personaggi

Il viaggio amaro di una "vera" invalida

Ospite da anni di Capodarco, M.F. non è riuscita a farsi riconoscere dalla sua Asl l'indiscutibile aggravamento della sua disabilità, sebbene le sue condizioni abbiano subito un sensibile peggioramento. "Anche in momenti di tagli come questo, se le condizioni cliniche di una persona cambiano, occorre che sia garantito un adeguamento economico. Altrimenti che differenza passa tra chi attesta il falso e chi non riconosce il vero?". Il racconto arriva dalla Comunità di Capodarco

sedia a ruote in un corridoio

CAPODARCO DI FERMO (AP) - Spesso ascoltiamo o leggiamo che sono stati scoperti dei "falsi invalidi", cioè persone che hanno dichiarato di avere un'invalidità, di fatto, inesistente o quanto meno molto "gonfiata". Raramente si ha notizia di persone che hanno avuto difficoltà a farsi riconoscere un aggravamento dell'invalidità, anche se sostenuta da dettagliata documentazione. L'altra faccia della realtà! Nella persona con disabilità può manifestarsi, con il passare degli anni, un cambiamento del quadro clinico iniziale: per lo più peggiora per il sopraggiungere di esiti secondari alla patologia diagnosticata inizialmente o si aggiungono altre complicazioni cliniche. Di fatto, la persona con disabilità ha un percorso diverso da quello del naturale invecchiamento. Considerazione del tutto empirica, se si vuole, ma che, per chi si occupa costantemente di disabilità, ha valore di provato. Molto difficile da far capire, però, a chi "controlla" e deve riconoscere quanto evidenziato.

E' il caso di M.F., signora disabile dalla nascita, con tetraparesi spastica, complicanze severe a livello scheletrico(grave scoliosi) e alterazione del bacino; costretta in carrozzina elettrica con adattatore. M.F. è in Comunità a Capodarco da molti anni, qui ha i suoi ritmi di vita: abitudini, amicizie, impegni. Ha scelto di restarci e lei stessa dichiara che ha "un particolare attaccamento" perché la considera "la sua casa". Negli ultimi anni le sue condizioni sono cambiate, purtroppo hanno subito un sensibile peggioramento soprattutto a livello respiratorio. Di questo, con circostanziata documentazione, sono stati informati i responsabili della Asl di pertinenza di un'altra regione. Ma la documentazione esibita e la supervisione medica da loro richiesta ed eseguita dal medico del nostro Distretto non sono state sufficienti a convincerli. Abbiamo dovuto fare un controllo presso la sua Asl, perché verificassero di persona quanto dichiarato. Come accadde a San Tommaso: se non vedo non credo! Per accompagnarla siamo partiti in pulmino, con M.F. in carrozzina. Ad attenderci c'erano i medici responsabili: di Distretto, di Servizio, di Riabilitazione, di Asl... In tutto 8 specialisti che, in qualche modo, ci hanno messo le mani. Hanno visitato la donna, visto gli esami eseguiti, analizzato i programmi proposti. Insomma hanno verificato la veridicità di quanto era stato detto, restando comunque perplessi e rimandando la conferma a quanto richiesto: vi faremo sapere con sollecita risposta. Poi, a distanza di un mese, la lettera è giunta, e ha convalidato quanto esposto. Ma senza il riconoscimento dell'aggravamento clinico!

Perché? Forse perché si dovrebbe corrispondere un adeguamento economico che, in questi tempi di "crisi", è difficile da attuare? O forse perché, visto che M.F. è comunque tutelata nella struttura in cui risiede, si può anche andare avanti così e risparmiare? E allora a cosa serve essere una struttura accreditata (riconosciuta con eccellenza dal Gar regionale), avere l'avallo dal responsabile dell'Umea della nostra Asl, avere tutto documentato? Anche in momenti di tagli come questo, se le condizioni cliniche di una persona cambiano e sono necessari maggiori interventi sanitari, occorre che sia garantito un adeguamento economico. Altrimenti che differenza passa tra chi, in tema di disabilità, attesta il falso e chi non riconosce il vero?

(17 giugno 2012)