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Milano. Sul caso Fradale e la mobilità per tutti parla l’Atlha

Dopo l’occupazione per protesta della fermata dell’autobus che ha coinvolto Giuliano Fradale, il giovane trentaseienne con disabilità motoria impossibilitato a muoversi con i mezzi pubblici a Milano, Lino Brundu, presidente di Atlha onlus, parla di “emergenza mobilità” e ricorda che la disabilità in Italia coinvolge il 15% della popolazione. “Alle porte dell’Expo, Milano non può più tergiversare” e lancia una proposta

sotto la metro

ROMA - Scrive Lino Brundu, presidente di Atlha onlus, dopo l'ennesimo fatto di cronaca che coinvolge la mobilità di cittadini con disabilità a Milano, sollevando dubbi sull'immagine della città dopo l'approvazione del Governo della Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili e l'arrivo dell'Expo.

E' di questi giorni, infatti, la notizia, riportata fra gli altri anche dal Corriere della Sera, dell' "occupazione per protesta" di una fermata dell'autobus da patte di un cittadino con disabilità: dopo una giornata passata ad aspettare autobus e tram non attrezzati, Giuliano Fradale, 36 anni, disabile su sedia a ruote, occupa per 45 minuti una fermata impedendo di fatto la partenza del mezzo. La situazione si sblocca solo dopo l'invio, da parte di Atm (l'azienda di trasporto milanese), di un mezzo attrezzato al trasporto di passeggeri con disabilità.  


"L'ennesimo atto discriminatorio - scrive il presidente di Atlha, Lino Bruindu, intervenuto sull'argomento all'indomani dell'articolo - che riempie le pagine delle cronache estive dei nostri giornali. Nel nostro Paese, per far valere i propri diritti ci hanno insegnato che bisogna arrampicarsi sui monumenti ed urlare, peccato che in questo caso ci sia l'impossibilità di raggiungere con la propria carrozzina tale opportunità, addirittura si rischia di urtare la suscettibilità dei passanti, infastidire i passeggeri accaldati e nervosi dei mezzi pubblici, cittadini di una città che mezza piena non può fermarsi, non ha tempo e la pazienza d'ascoltare le rivendicazioni di chi non è tutelato nei suoi bisogni. Arrampicarsi sul tetto dell'autobus avrebbe avuto un seguito maggiore ma ahimè, sono proprio le gambe che ci fanno diversi". "La testa, il cuore, i sentimenti, la fede e l'esasperazione - puntualizza Brundu - invece no!".

Solo clamorose proteste, dunque, per far valere i propri diritti? Brundu tira fuori i numeri e parla di emergenza. "Siamo certi che Milano si rende conto della ricchezza di questi valori, ma senza voler esagerare, stiamo vivendo una vera e propria emergenza, peggiore degli sbarchi a Lampedusa, più vergognosa della spazzatura della Campania, nella sua quotidianità più terribile e dolorosa del terremoto in Abruzzo; almeno in tutti questi casi si è posto un limite di tempo e di mezzi per superare le avversità, ma per chi è costretto silenziosamente a convivere in questa condizione di handicap, esistono solo celate promesse. Bisogna rammentare che il 15 per cento della popolazione nazionale ha problemi di deambulazione, con picchi che raggiungono il 18/20 per cento nella nostra città; ricordiamo che tali negligenze, sono in contrasto con il recente trattato Onu, che si basa sul rispetto ‘tout court' dei diritti delle persone disabili, ratificato e approvato dal nostro Governo".

"Ci troviamo perciò - conclude il presidente - in una situazione imbarazzante, dove un ricorso all'Alta Corte di Strasburgo per un richiamo al rispetto dei diritti umani, vedrebbe il nostro Comune perseguito, in modo infamante, attraverso un procedimento punitivo devastante, sia per l'immagine, come pure per la vasta eco negativa a livello internazionale. Alle porte dell'Expo 2015 Milano non può più tergiversare per risolvere temi di così grave entità, sperando sempre nei miracoli del volontariato sociale".

Cosa fare allora? "Bisogna prima di tutto porre come prioritario la centralità dei bisogni dei cittadini, attraverso - scrive Brundu - una seria programmazione che preveda a parità d'investimenti economici, un ritorno appropriato di servizi che vadano a migliorare la qualità della vita dell'intera collettività. Da tempo richiamiamo l'attenzione alla formazione di un tavolo di lavoro che veda coinvolti il privato Sociale e il privato Economico, le Istituzioni locali e le aziende dei trasporti, auspicando la composizione di una task force che, oltre a valorizzare il primato di una città che quanto a sensibilità, solidarietà ed efficienza non è seconda a nessuno, dimostri che ha capito che non c'è più tempo da perdere".



Lino Brundu

Presidente Atlha Onlus

(22 agosto 2009)