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Anci Lombardia. "La Regione si pronunci sull'assistenza agli alunni disabili delle superiori"

Dalla sezione regionale dell'Anci, la richiesta di risposte chiare entro l'inizio dell'anno scolastico. Fontana, presidente di Anci Lombardia: "La competenza è delle Province. I Comuni sono disposti a garantire ancora il servizio, ma non possono più sostenere i costi"

banchi di scuola vuoti

ROMA - La Regione Lombardia si pronunci entro l'inizio del prossimo anno scolastico in merito al problema dell'assistenza educativa agli alunni disabili delle scuole superiori. È quanto chiede l'Anci Lombardia dopo che diverse sentenze del Tar hanno affermato che i costi del servizio sono in capo alle Province. "Per anni i Comuni hanno sostenuto spese non dovute - spiega Attilio Fontana, presidente di Anci Lombardia - e ora anche la Corte dei Conti ha emesso un parere in cui dice che i Comuni non possono più accollarsi competenze che sono in capo ad altri enti. Per settembre vogliamo un pronunciamento ufficiale della Regione, che è stata sollecitata in proposito anche dalle associazioni delle famiglie, dal mondo della scuola e dalle stesse Province".

Da un monitoraggio effettuato a fine 2011 da Anci Lombardia, cui hanno risposto 962 dei 1544 comuni lombardi, emerge che le spese sostenute negli anni scolastici 2009/10 e 2010/11 dai Comuni per i servizi di assistenza scolastica degli alunni disabili ammontano a circa 15 milioni di euro l'anno. I Comuni hanno garantito anche in questi mesi il servizio di assistenza, per non far pesare la situazione che si è creata sulle famiglie dei ragazzi, che devono anzi continuare a essere assistiti. Novità anche sul fronte del dimensionamento scolastico, spiega l'Anci: una recente sentenza della Corte Costituzionale, sollecitata da un ricorso di alcune Regioni, ha dichiarato illegittimo l'articolo 19 della legge n. 111/11, in base al quale si sono costituiti Istituti comprensivi con almeno 1.000 alunni, riducendo pesantemente il numero dei dirigenti scolastici il personale delle segreterie. "Gli enti locali lombardi hanno già accorpato 60 istituti - aggiunge l'Anci -, dimostrando ancora una volta l'impegno a contenere la spesa pubblica e lo scrupolo nel rispettare puntualmente la legge". "Speriamo che il comportamento virtuoso tenuto dai Comuni lombardi comporti per le nostre scuole l'assegnazione di risorse aggiuntive in organico di fatto - continua Fontana - Non vorremmo che, a fronte dell'ennesimo sforzo profuso dagli amministratori della nostra regione, le economie conseguite portassero beneficio a qualche altra zona d'Italia non altrettanto virtuosa".

( 1 luglio 2012)