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Italia-Australia: un ponte tra le disabilità

Incontri e confronti tra due Paesi per scambiare esperienze. Il 23 febbraio la delegazione italiana sarà accolta dalla municipalità di Melbourne, città già gemellata con Milano. Brundu (Atlha onlus): "Là i disabili sono come tutti gli altri"

stretta di mano

MILANO - Un ponte per collegare l'Italia all'Australia. Uno scambio socio-culturale, fatto di incontri e confronti per misurarsi sulla qualità dei servizi a favore delle persone disabili nei due Paesi, che prenderà il via il 23 febbraio quando la delegazione italiana sarà ospite per due settimane di quella australiana. "Abbiamo scelto l'Australia - spiega Lino Brundu di Atlha onlus, responsabile del progetto - perché è una meta lontano e perché vogliamo dimostrare che, se ben organizzati, anche le persone disabili possono affrontare una tratta così lunga e impegnativa. E poi è un paese moderno, senza pregiudizi e a misura di tutti. I proficui contatti degli ultimi due anni con Melbourne, città gemellata con Milano, basati sullo studio della mobilità, l'inserimento lavorativo, l'autonomia e l'inclusione sociale, hanno maturato la convinzione di voler approfondire queste relazioni bilaterali per migliorare la conoscenza di nuove strategie attraverso un confronto tra due paesi molto vicini, come sensibilità, alle problematiche sociali".

"Sicuramente potremo apprendere - continua Brundu - la diversa modalità di approccio alla disabilità. In Australia le persone disabili sono come tutte le altre. Diverso in Italia, dove anche i progetti culturali sulla disabilità ricadono in ambito sanitario. Porteremo oltre oceano i nostri ragazzi, di cui nove disabili, la loro voglia di confronto e di viaggio. Porteremo anche le nostre eccellenze nazionali, benché a ‘macchia di leopardo' e non sistematizzate. La disabilità non deve essere considerata una malattia: è semplicemente una condizione, che diventa handicap quando non si hanno gli strumenti di pari opportunità", conclude Brundu. Ed entro la fine del 2010 la visita verrà ricambiata, ospitando la delegazione australiana in Italia.

"L'occasione di Milano-Expo 2015, inoltre, può rivelarsi un terreno in cui importare, da chi ha l'ha già sperimentata, l'accoglienza e la realizzazione di servizi aggiuntivi verso questo particolare flusso turistico durante l'organizzazione di grandi eventi - dicono gli organizzatori -. Ci sono tutti i presupposti affinché da questa esperienza nasca un costante scambio di idee che veda coinvolti in primo piano le persone disabili, le famiglie, l'associazionismo e gli esperti del settore dei due paesi; da un modello più evoluto come quello australiano ci si aspetta - continuano i promotori - un rilevante impulso al superamento delle barriere urbanistiche e strutturali per garantire una migliore mobilità nella nostra città".(Erica Battaglia)

(8 febbraio 2010)