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Buoni risultati per "Road map": coinvolti cittadini di 52 diverse nazionalità

Progetto promosso da Caritas diocesana di Roma e cofinanziato dal ministero dell'Interno: realizzati un portale internet, un corso di informatica e un servizio di orientamento. 23 i tirocini formativi attivati

Lavoratori stranieri e italiani

ROMA - Un portale internet, che ha ricevuto 25mila contatti in sette mesi (da novembre a oggi), un corso di informatica e un servizio di orientamento alla formazione e al lavoro di cui hanno beneficiato 258 persone di 52 nazionalità diverse. Sono questi i principali risultati del progetto "Road map: strade e competenze per un lavoro in Italia", promosso dalla Caritas diocesana di Roma  e dalla cooperativa Roma solidarietà, e co-finanziato dal Fondo europeo per l'integrazione dei cittadini dei Paesi terzi e dal ministero dell'Interno. Un'iniziativa suddivisa in tre sub-azioni finalizzate all'inserimento dei migranti nella vita sociale e lavorativa nel nostro paese. La prima è stata la realizzazione del portale www.migrawork.com, consultabile in italiano, inglese, francese, spagnolo e russo. Un sito pensato per far conoscere ai  cittadini stranieri le reali opportunità di inserimento sostenibile nel tessuto economico italiano e diviso in quattro sezioni ( programma didattico per l'apprendimento a distanza della lingua e della cultura italiana, la normativa, il mercato del lavoro e il sistema di istruzione).

La seconda parte del progetto ha previsto, invece, la realizzazione di un corso di informatica di base, rivolto ai cittadini di Paesi terzi non comunitari in possesso di un'alta qualificazione, ed entrati in Italia per ricongiungimento familiare, con particolare attenzione per le categorie deboli e soggette a discriminazione come le donne. Dagli inizi di luglio fino a metà settembre si sono candidate alle selezioni per il corso 78 migranti (tra cui 50 donne e 28 uomini) di 26 nazionalità diverse, anche se ben il 34,6% era di nazionalità peruviana. Tra le altre nazionalità maggiormente rappresentate: l'Ecuador, le Filippine e la Colombia. Il livello di scolarizzazione dei candidati è risultato medio-alto:  l'82% degli stessi ha conseguito almeno una licenza di scuola media superiore e l'11 % una laurea.In particolare la percentuale di donne in possesso di una laurea è di molto superiore a quella degli uomini, tra i quali il 10% ha un livello di studio basso (analfabeta o licenza elementare) a fronte di uno 0% delle donne. La maggior parte dei candidati è in possesso di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato o familiari, e solo in quattro per motivi umanitari. Rispetto alla condizione lavorativa dei candidati, il 50% di loro aveva già un'occupazione. "Questo dato dimostra come, anche chi ha già un'occupazione, sia interessato a frequentare corsi di formazione per migliorare la propria situazione- si legge nel rapporto-. Inoltre, le persone che hanno già un lavoro nell' 82% dei casi hanno un titolo di studio di scuola media superiore e nel 12,8% una laurea". I dati relativi alle persone in cerca di prima occupazione o disoccupati, fanno emergere, invece, una differenza tra uomini e donne: il numero di coloro che risultano in cerca di prima occupazione è più altro tra le donne (14%), mentre il numero dei disoccupati è più altro tra gli uomini (43%). Alle selezioni sono risultate idonee 20 persone, e a fine corso 17 allievi hanno ricevuto l'attestato di frequenza. Tra di loro 12 donne e 5 uomini, prevalentemente di nazionalità peruviana.

Per la terza fase del progetto (sub-azione3) è stato attivato, presso il Centro di ascolto per stranieri, un servizio di orientamento alla formazione e al lavoro e di sostegno all'inserimento, che ha offerto  informazioni rispetto al mercato del lavoro romano, ma anche l' assistenza tecnica al riconoscimento dei titoli, la realizzazione del bilancio delle competenze e il sostegno alla redazione del cv europeo. A beneficiare del servizio (fino al 30 maggio 2010) sono state complessivamente 258 persone  di 52 diverse nazionalità, anche se le più rappresentative sono solo sette. Al primo posto spicca l'Ucraina, seguita da Perù, Nigeria ed Ecuador,  più distanti Marocco, Sri Lanka e Bangladesh. A prevalere tra gli utenti le donne(53%), che cercavano un lavoro in ambito domestico familiare. In generale, comunque, non sono state riscontrate particolari criticità nell'attività di orientamento, ma considerato che la maggior parte delle persone incontrate è residente in Italia da diversi anni (60 persone hanno un permesso di soggiorno CE di lungo periodo) e che l'età media si colloca oltre i 40 anni (49%, di cui il 22% si colloca oltre i 50 anni), è stata registrata una forte percentuale di inoccupati/e e/o disoccupati/e (89%), con difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro, anche a causa dell'assenza di qualifiche professionali spendibili. Riguardo all'istruzione, la maggior parte aveva un livello di scolarizzazione medio-alta (47% licenza media superiore e 22% laurea) anche se non mancano gli analfabeti e le persone con la sola licenza elementare (11%). La sub-azione3 del progetto prevedeva anche l'attivazione di 30 tirocini formativi della durata di 3 mesi. Alla data di conclusione del progetto sono stati attivati in tutto 23 tirocini formativi, a favore di 14 uomini e 9 donne. Nel 39% dei casi sono persone in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, mentre la quasi totalità dei tirocinanti è disoccupato (65%) o in cerca di prima occupazione (26%). (Eleonora Camilli)

(4 luglio 2010)