
ROMA - Teatro, andare a ballare, fare gli scout o frequentare i gruppi parrocchiali, lavorare e poi andare in associazione. Sono questi i tasselli che compongono la vita di molti ragazzi con la sindrome Down che vivono e interpretano la loro condizione anche grazie all'aiuto di progetti di autonomia e di progressiva consapevolezza delle proprie pontenzialità. Si chiamano Italo, Luca e Luana e hanno tutti un riferimento in comune: l'esperienza di qualche anno nei gruppi del "club" o dell'agenzia del "tempo libero". Degli anni da adolescente, quelli a cavallo della festa dei diciotto anni (un ricordo su tutti la maglia della Roma autografata da "capitan" Francesco Totti) Luana, oggi 27enne, ricorda diverse cose: "Mi ricordo che siamo andati a vedere il concerto di Max Pezzali e che ero stata proprio io a raccogliere i soldi e a comprare i biglietti - racconta - e poi ricordo una gita al mare, ad Ostia, dove siamo andati a mangiare una pizza sul lungomare".
Luana con il "club" ha imparato a prendere la metropolitana da sola: "Tra le cose più belle che ho imparato a fare è stato andare da sola in associazione con i mezzi ma adesso - confessa - mi ricordo che avevo paura perché pensavo sempre che potevo sbagliare fermata, forse perché una volta mi è successo davvero e un operatore poi mi è venuto ad aiutare". Luana ha lavorato per un periodo in una scuola elementare su via Casilina, "lì - racconta la ragazza - apparecchiavo e sparecchiavo la mensa per i bambini, ma il lavoro che mi è piaciuto di più è stato quello alla Asl, dove stavo in segreteria e scrivevo al computer". Il suo sogno, ora che non ha più lavoro, è quello di lavorare alla realizzazione di un archivio elettronico: "Amo il pc e so scrivere bene - spiega Luana - a casa infatti scrivo molte poesie e un diario".
Italo, 24 anni, lavora invece al Mc Donald's di via Giolitti, vicino alla stazione Termini ormai da alcuni anni "e mi piace tantissimo - racconta - vado d'accordo con tutti e poi lavorare mi dà una mano economicamente e mi permette di stare sempre a contatto con la gente". Italo, che ha fatto la scuola alberghiera, frequenta spesso Casapiù: "Amo passare i weekend fuori casa, con gli altri decidiamo cosa fare, programmiamo le nostre uscite e poi posso cucinare per gli altri la mia specialità sono gli spaghetti alla carbonara". Il ragazzo, che ha frequentato la scuola alberghiera, ha un diploma di cuoco che gli permette di essere autonomo in cucina e la sua vita ama gestirsela da sé: "Mi piace tantissimo andare in giro per Roma a vedere il Colosseo o Fontana dei Trevi e poi è bello andar fuori con gli amici per il weekend. La mia vita è bellissima, la cosa che mi piace fare di più è lavorare, perché dà senso alle mie giornate". Il sogno per lui, così come per Luca è una casa Primula o Fiordaliso, dove vivere per sempre. Anche Luca frequenta spesso Casapiù: "Lì faccio la spesa - racconta - conto i soldi, si va a mangiare la pizza e andiamo in discoteca. La cosa più bella è che mamma e papà non vengono, anche se sono dei bravi ragazzi restano a casa". Il futuro Luca se lo immagina altrove: "Penso che vivrò in un'altra casa, non con i miei genitori e so che posso sempre contare sui miei numerosi amici conosciuti all'associazione". (mr)









