Il progetto ''Casapiù'' dà la possibilità di soggiornare in appartamenti, a Roma, Venezia e Pisa: vere e proprie case famiglia per trascorrere i fine settimana insieme a operatori e volontari

ROMA - Si inizia con un weekend fuori casa, poi un altro, poi sotto lo stesso tetto con mamma e papà lo spazio "stringe" un poco. E' quello che succede anche ai giovani e agli adulti con sindrome Down, che con l'apporto dell'Associazione persone down hanno dal '95 la possibilità di vivere un fine settimana con amici senza la presenza dei genitori. E respirare. Il progetto Aipd, che si chiama Casapiù, offre la possibilità di soggiornare in appartamenti (attualmente a Roma sono quattro, ma ci sono anche a Venezia e a Pisa) che sono delle vere e proprie case famiglia dove ogni week-end, dal sabato mattina alla domenica sera 4 adulti con sindrome di Down, un operatore e due volontari si incontrano per trascorrere insieme il fine settimana, con la possibilità di gestirlo e organizzarlo in piena autonomia con il coinvolgimento di tutti nelle scelte e nelle attività. Ogni anno queste strutture ospitano circa 30 persone.
"Casapiù - racconta Anna Contardi, responsabile dei progetti di autonomia e coordinatrice nazionale dei progetti Aipd - è nata dalla voglia di dare una risposta concreta all'esigenza di ragazzi con la sindrome di Down che vanno verso la vita adulta, di vivere, come i loro coetanei, esperienze di vita fuori casa e accogliere al tempo stesso adulti che, per problemi socio-culturali non avevano potuto vivere precedentemente nessuna esperienza di socializzazione e autonomia fuori dal nucleo familiare". Ma come si vive durante il week-end? I due giorni sono dedicati alle cose che normalmente si fanno in una casa: preparare le stanze, rifare i letti, fare la lista della spesa, uscire per acquisti, cucinare e soprattutto organizzare il tempo libero che spesso è gestito dalla famiglia. "Ogni week-end è diverso dall'altro proprio perché ogni gruppo dà un diverso significato al tempo libero: dal pub alla discoteca, dal ristorante alla cena in casa con o senza invitati. Le scelte cambiano - racconta Contardi - a seconda dei gusti, dell'età e del vissuto dei partecipanti".
La casa del week-end è un primo passo per sperimentarsi, prima di impegnarsi in percorsi di inserimento in una casa famiglia permanente. Dal 1997 ad oggi ne sono state fondate quattro, l'ultima di recente inaugurazione. I loro nomi sono quelli dei fiori, Primula, Girasoli e Fiordaliso. Il progetto permanente, finanziato e ideato dalla fondazione italiana Verso il futuro onlus, ha realizzato delle vere e proprie case famiglia permanenti dove vivono persone down adulte. La residenzialità assistita - conclude Contardi - è uno dei due principali obiettivi, con quello dell'autonomia lavorativa, che si raggiungono con un percorso di autonomia". (Marta Rovagna)
(20 marzo 2009)









