Parla il direttore del progetto Filippide: dalla sfida del Campus di preparazione atletica a Norcia per nove atleti autistici alla difficoltà di offrire lo sport a titolo gratuito, fino alle famiglie coinvolte nelle sfide agonistiche
ROMA - Un campus di preparazione atletica che sta per iniziare a Norcia, un'associazione che conta oltre 60 atleti con disabilità mentale coinvolti in allenamenti e competizioni nazionali e internazionali, famiglie che guardano con attenzione e speranza un progetto che dà serenità e autonomia ai propri figli e lo fa a titolo gratuito, istituzioni che si fidano e sostengono la progettualità di chi all'autismo vuole dedicare tempo e spazio: è il progetto Filippide, sintesi di passione per lo sport e azione "abilitativa" dell'individuo". "Perchè noi - spiega Nicola Pintus, direttore nazionale del progetto - non riabilitiamo. Noi abilitiamo".
Ora anche il Campus di preparazione atletica. Il progetto Filippide sembra arricchirsi ogni anno di nuove sfide...
"È una cosa straordinaria e lo dico per due motivi: il primo è che da un punto di vista sportivo il Campus è il tentativo di rendere normale la preparazione atletica dell'atleta, di qualsiasi atleta; il secondo è che con questa azione si regala alle famiglie un momento di alleggerimento in più rispetto al peso di cura che su di esse grava quotidianamente e in modo molto invadente. Le istituzioni che ci hanno aiutato hanno capito questa doppia valenza: la concertazione di interventi è quello di cui abbiamo bisogno. L'autismo è una disabilità grave e pesante nella gestione quotidiana: pensare a istituzioni che lavorano insieme potrebbe aiutare seriamente queste famiglie. L'esempio siamo noi: lo sforzo fatto dall'assessorato allo Sport della provincia di Roma è una scommessa che, a fronte di implacabili tagli, si aggiunge a quella del comune di Roma. Grazie a questo sforzi congiunti, Filippide è punto di riferimento in Italia, ma ancor più in Europa".
Lo sport come riabilitazione, come cura e come sostegno alla famiglia. Sembra che non abbiate alcuna difficoltà...
Le difficoltà sono conseguenti ai parametri fissati da progetto: il titolo delle nostre azioni è e deve essere gratuito. Le difficoltà nascono dal fatto che quello che gli atleti ricevono sono competenze abilitative che non devono assolutamente gravare sulle famiglie. Per noi i ragazzi e le ragazze coinvolte nell'associazione sportiva sono prima di tutto atleti e l'attività sportiva è come un farmaco. Va dato gratuitamente. E penso alle competizioni nazionali e internazionali, alle trasferte, ai preparatori atletici e agli allenatori, agli attrezzi da allenamento, al pulmino, alle assicurazioni sportive: tutte le attività di progetto appunto, dai professionisti coinvolti alle viste mediche, sono gratuite e devono rimanere tali. Questo principio che ci siamo dati da soli è la difficoltà, ma anche la magia di un'azione che noi si ritiene giusta ed equa. Non potremmo mai chiedere alle famiglie una compartecipazione alle spese: non solo sono già gravate quotidianamente da un peso di cura invalidante per tutta la famiglia, ma fanno anche i conti con assegni di invalidità e di accompagno totalmente insufficienti a gestire al meglio un figlio con autismo. L'autismo colpisce un bambino ogni 100-150 nati ed è una situazione pesantissima, soprattutto in una società come la nostra caratterizzata da comunicazione e interattività".
Obiettivi 2011. Cosa dobbiamo aspettarci per l'anno che verrà...
Da un anno ci siamo aperti anche allo sport con giovani ragazze Down: due nostre atlete, già campionesse italiane di categoria nel nuoto sincronizzato, sono state selezionate per partecipare alla Cerimonia di apertura dei giochi Mondiali per atleti con sindrome di Down che si avranno a Taipei dall'1 all'8 ottobre prossimi. Una soddisfazione. Stiamo lavorando perché siano anche "porta bandiera" di un messaggio: le Olimpiadi di Roma nel 2020. Poi, sempre rimanendo ben ancorati alla capitale, ricordo l'obiettivo della Maratona cittadina: vogliamo partecipare con un gruppo di oltre duecento atleti. Insomma, iniziamo il nuovo anno con i migliori auspici". (eb)
(6 agosto 2010)





