Presidente dell'associazione Pagaie Rosa Dragon Boat e capitano della squadra romana delle Pink Butterfly Dragon Boat Team Roma, Ivana Policiti guida una squadra unita e competitiva e a Roma è il punto di riferimento per quante vogliano affacciarsi a questa disciplina. Per il momento si tratta trenta donne desiderose di riacquistare fiducia in sé e nel proprio corpo

ROMA - Sabato e domenica per tante di loro sarà un appuntamento importante: la rivincita sul cancro. La rivincita su quel tumore al seno che, non deturpa solo l'anima, ma a volte sfigura il corpo e rende muta la sofferenza. Di tante donne. Ivana Policiti, presidente dell'associazione Pagaie Rosa Dragon Boat e capitano della squadra romana delle Pink Butterfly Team Roma, rappresenta questa mondo a Roma e lo fa da anni con la sua squadra di amanti della pagaia. Competitive, allegre e semplicemente normali, questa squadra dimostra come lo sport, la competizione, la gara aiuti a superare le avversità della vita.
"L'evento - spiega la presidente - è organizzato dalla nostra associazione, "Pagaie Rosa Dragon Boat. Ospitiamo le donne che hanno aderito, in Italia, al movimento Forza Rosa, ossia pagaiare per emozionare il corpo e la mente. Sono donne che hanno aderito al nostro progetto". "Noi - continua la presidente - siamo state le prime in Italia a fare questo sport per le donne operate al seno, aderendo noi stesse e sostenendo il progetto internazionale nato in Canada nel 1996". E la squadra? Chi sono queste donne? "La nostra squadra - continua Ivana Policiti - è composta da trenta donne e i benefici che riscontriamo sono sia fisici che psicologici. Fisici, perché ci sentiamo meglio a livello fisico, siamo meno contratte e ci sentiamo più sciolte; psicologico, perché fare questo sport, tutte insieme, ci rilassa, ci sentiamo unite e ognuna può contare sull'aiuto dell'altra, sia in barca che fuori".
Come si affronta il trauma di un'operazione al seno? "Noi potremmo essere un esempio di come si può affrontare il post tumore al seno. È un momento critico, perché spesso dopo le cure, ci si sente un po' abbandonate e si entra in crisi: spesso cominciano le paure e le depressioni. Cosa c'è di meglio che ributtarsi nella mischia cominciando con questa attività che ti restituisce quella fiducia in te e nel tuo corpo?". Spericolate? "Non direi che siamo spericolate, perché tutto quello che facciamo è sempre accuratamente seguito a livello sicurezza, ma sicuramente - conclude la Policiti - abbiamo voglia di goderci la vita, forse anche un po' più di prima. Quindi se c'è un'occasione per rimetterci alla prova con noi stesse, non ci tiriamo indietro". (eb)
(23 ottobre 2009)





