Presentato dall'Inail Lazio il documentario di Gianfranco Pannone. L'iniziativa si inserisce nei progetti di formazione e informazione. Film distribuito anche con forme di comunicazione non convenzionale, come social network e youtube

ROMA - Cinque storie di vita per raccontare il difficile ritorno alla normalità dopo l'infortunio. Si chiama "Linee di confine" il documentario realizzato da Gianfranco Pannone per l'Inail, e presentato questa mattina a Roma, che racconta attraverso la voce di chi l'ha vissuto sulla propria pelle, la capacità di superare gli ostacoli e le difficoltà anche dopo aver riportato una grave disabilità. Dalla riabilitazione al reinserimento, fino al sogno delle Paralimpiadi, Valentina, Simonetta, Eleonora, Marco e Lido, si alternano davanti alla telecamera per parlare di come è cambiata la loro vita dopo l'incidente, ma anche per sottolineare le tante difficoltà della vita di tutti i giorni che ci sono ancora da superare. A cominciare dallo stereotipo del "disabile"che ognuno di loro si porta suo malgrado addosso, fino alla difficoltà di indossare una protesi e immaginare una vita relazionale normale. Ma la loro è anche la voce di chi ce l'ha fatta e che grazie all'aiuto delle istituzioni, prima fra tutte l'Inail, oggi può immaginare un futuro migliore. "L'obiettivo del documentario è quello di far conoscere ciò che riesce a fare l'Istituto , portar fuori la sua mission- sottolinea il regista-. Nell'Inail ci sono delle positività che non sono solo di maniera, ma reali, che non si conoscono e che ho cercato di far emergere".
L'iniziativa si inserisce negli undici progetti che l'Inail Lazio sta portando avanti dal 2009, e che puntano oltre all'analisi del fenomeno infortunistico alla prevenzione e alla formazione nei luoghi di lavoro. Attenzione particolare è riposta sugli incidenti "in rosa", che riguardano cioè l'universo femminile. "La nostra volontà è quella di concentrare il focus sul ruolo della donna nel mondo del lavoro, e sulla capacità di conciliazione tra le attività di cura della famiglia e l'ambito professionale. Nel Lazio il 56% delle donne lavora, e ricoprendo più ruoli le lavoratrici rischiano di più - afferma il direttore regionale dell'Inail Lazio Antonio Napolitano. "L'iniziativa di oggi è la testimonianza della sensibilità dell'Istituto nei confronti della condizione di genere- aggiunge il presidente del Civ Inail, Claudio Lotito-. Il problema della donna è legato al suo doppio obbligo sociale. Bisogna quindi concepire un sistema di prevenzione che raddoppi l'efficacia".
Nel corso della giornata si è svolta anche una tavola rotonda sull'Assicurazione in rosa, coordinata da Marco Stancati, docente di Comunicazione all'università La Sapienza. Ad aprire i lavori Alessandra Servidori, consigliera di parità del ministero del Lavoro, che ha ricordato innanzitutto l'accordo di collaborazione che sta portando avanti con l'Inail per rilanciare progetti di formazione e informazione. "Bisogna capire cos'è l'Inail e cosa può fare e come organizzarci sul territorio, in una logica di decentramento federalista- sottolinea-. Dall'altra parte è importante implementare anche la qualità della legislazione, non solo per l'occupazione ma anche per rilanciare adeguate politiche per la famiglia. Le politiche di parità sono una scommessa importante da portare avanti, attraverso una politica che punti sui valori di squadra". Sul versante della comunicazione il video "Linee di confine" presentato in anteprima dall'Inail Lazio verrà diffuso capillarmente a cominciare dalle scuole, per passare poi anche attraverso forme di comunicazione non convenzionale come i social network e youtube.
(24 marzo 2010)




