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Interviste e personaggi

Dalla cooperativa alla piscina. Londra si fa più vicina

Solo a fine mese saprà se Londra 2012 è meta possibile o sogno sperato. Intervista a Carlo Ludovici, 40 anni, socio della cooperativa sociale integrata Capodarco di Roma, che a fine giugno a Berlino affronta la prova che deciderà la sua partecipazione alle Paralimpiadi

Carlo Ludovici

ROMA - Lui si chiama Carlo Ludovici, ha 40 anni, è tetraplegico e lavora presso la cooperativa sociale integrata Capodarco di Roma. Carlo ha un sogno: essere selezionato per le Paralimpiadi di Londra 2012 nella gara che lo attende a fine mese a Berlino. L'ultima chance, dopo una stagione brillante nelle fila della società sportiva dilettantistica "Santa Lucia" di Roma. A lui abbiamo rivolto qualche domanda.

 Convocato, alla fine di giugno, dalla Nazionale Italiana Finp (Federazione italiana nuoto paralimpico) al Meeting internazionale di Berlino, gara considerata dallo staff tecnico della Nazionale Finp prova di selezione per i Giochi Paralimpici di Londra 2012. Come ti senti? Sei pronto?
Entusiasmo al massimo. Ormai, raggiunta l'età dei 40 anni, non credevo più di essere un'atleta competitivo al livello internazionale. Sono ormai in una fase di allenamento al top e mi sento in forma per questa, comunque vada, bellissima esperienza a Berlino.

I Campionati Italiani per Società di Nuoto paralimpico hanno visto nuovamente trionfare il  Santa Lucia. Infatti, oltre ad aggiudicarsi il suo 14esimo scudetto, di cui 9 consecutivi, ha conquistato la sua settima Coppa Italia Maschile e la sua terza Coppa Italia Femminile. Cosa rende forte e competitiva una squadra?
Sicuramente un allenatore che crede molto nei suoi atleti e la serietà di ogni singolo atleta. Sono ormai anni che nuoto ed ho visto molti giovani arrendersi facilmente davanti ai molti e necessari sacrifici. Credo sia fondamentale credere sempre in se stessi.

Oltre lo sport, tu sei anche una persona che lavora. Come riesci a conciliare lo sport ad altissimo livello con la professione?
Trovare il tempo a volte non è facile, perche oltre il lavoro e lo sport c'è anche la vita privata. Ma organizzandosi a volte si può trovare il tempo per tutto!

Lo sport, il lavoro, l'integrazione sociale: quanto contano questi aspetti per la qualità della vita di una persona disabile?
Non a caso lo sport è tra le attività che maggiormente possono favorire l'integrazione sociale delle persone con disabilità, ma integrarsi con il lavoro non è facile, ci sono molti disabili laureati o specializzati che si trovano senza lavoro, e questo non va bene! Io invece ho trovato impiego presso la cooperativa sociale integrata Capodarco di Roma ed è un bene!

Dopo Londra, e la tua speriamo qualificazione a fine mese, quali appuntamenti ti attendono?
Londra? No, ora penso solo a Berlino. Le Paraolimpiadi credo siano un sogno di ogni atleta, ma ripeto ora sono concentrato solo per Berlino. Poi servirà molto allenamento per i prossimi eventi, ci sono anche i Mondiali nel 2013.

Hai un portafortuna particolare cui ti affiderai per la qualificazione a Berlino?
No, non credo che per ottenere risultati eccellenti occorra un portafortuna, però prima di ogni gara ascolto musica per tenermi concentrato. (eb)

(21 giugno 2012)