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Lavoro. Donne e quadri, vittime del mobbing

Non più giovanissimi, con buoni stipendi e un alto livello di istruzione: l'identikit della Rete sportelli orientamento mobbing della Cisl basato su 400 lavoratori di Roma e del Lazio

mobbing

ROMA - Donne e quadri. Sono loro le principali vittime di mobbing secondo una rilevazione statistica della Rete Sportelli Orientamento Mobbing della Cisl, che questa mattina ha diramato i dati relativi a un campione di 400 lavoratori mobbizzati, quasi tutti provenienti da Roma e dal Lazio, che si sono rivolti personalmente (e quindi attraverso un colloquio diretto) allo Sportello Nazionale Mobbing del patronato nel corso degli ultimi due anni. "Ci sono un po' tutte le tipologie di lavoratori - spiega Fernando Cecchini, coordinatore della Rete degli sportelli di Inas Cisl - anche se i più colpiti sono i livelli più elevati. Sono in maggioranza laureati e diplomati, e nella maggior parte dei casi sono quadri. Si tratta infatti di lavoratori non più giovanissimi e con buoni stipendi, e che a differenza dei dirigenti non possono essere eliminati tanto facilmente perché sono veri e propri impiegati". I quadri rappresentano, infatti, ben il 25,4% dei lavoratori che si sono rivolti allo Sportello nazionale di Inas Cisl tra il 2006 e il 2007: una percentuale bassa soltanto in apparenza, perché a livello complessivo i quadri sono ovviamente molto meno numerosi di altri lavoratori con qualifiche più basse. E lo stesso discorso vale per le donne, che rappresentano il 59,3% del campione. "Anche se - come precisa Cecchini - nel mondo del lavoro sono molte meno degli uomini".

Nello specifico, gli impiegati costituiscono il 56,2% del campione, i quadri il 25,4%, gli operai l'11,1%, i dirigenti il 4,3% e i liberi professionisti il 3%. Quanto al settore di attività il 27,7% dei lavoratori che si sono rivolti allo Sportello Nazionale Mobbing facevano capo al commercio, il 14,8% ai servizi, un altro 14,8% alla Pubblica amministrazione, il 9,2% alla sanità e il 5,5% alla scuola. "Ma se si considera che la scuola e buona parte della sanità fanno comunque parte della pubblica amministrazione - spiega Cecchini - si capisce che nel Lazio quest'ultimo settore diventa ancora più rappresentativo del commercio".

Inoltre 55,5% del campione è coniugato e il 94,4% ha un contratto a tempo indeterminato. I diplomati e i laureati insieme rappresentano oltre il 43% del campione, ma questo avviene - secondo il coordinatore della rete degli sportelli Inas Cisl - anche e soprattutto "perché si tratta di lavoratori dotati di maggiore sensibilità verso questi temi". Infine, a proposito dell'età il 31,5% del campione ha tra i 30 e i 40 anni, il 33,3% tra i 40 e i 50 anni e il 22,2% tra i 50 e i 60.

Allo Sportello Nazionale Mobbing si rivolgono ogni anno centinaia persone dal Nord al Sud della Penisola, come anche numerosi lavoratori italiani all'estero. Ovviamente non tutti i contatti avvengono in maniera diretta e di persona, come quelli rilevati dall'indagine. Infatti, ogni anno le nuove richieste via mail o via telefono sono circa 2.200. Infine, dal 2000, anno in cui lo sportello è diventato operativo, sono state circa 10mila le richieste di consulenza inoltrate di persona, via mail o via telefono. (ap)

(8 gennaio 2009)