A Roma manifestazione voluta da Arci, Cnca, Auser e Fish: "I diritti alzano la voce". Disoccupazione, povertà, non autosufficienza: il confronto fra Italia e resto d'Europa. "Politica, sui bisogni delle persone non ne hai azzeccata una!"

ROMA - Eliminare gli sprechi è possibile e doveroso, ma smantellare il nostro sistema di sicurezza sociale renderebbe la vita di tutti noi molto più dura. È l'idea che ruota intorno alla mobilitazione nazionale "I diritti alzano la voce" in favore dei diritti sociali, promossa da numerosi soggetti del volontariato e del terzo settore, per sabato 27 febbraio in diverse città italiane. L'iniziativa è stata voluta da Arci, Cnca, Auser e Fish. Problemi come la disoccupazione, la povertà, la non autosufficienza e la tutela di diritti fondamentali come quello all'istruzione e alla salute - affermano gli organizzatori - richiedono nuove risposte e forti investimenti, attesi ormai da troppo tempo. Di impatto lo slogan della mobilitazione: "Cara politica, sui bisogni delle persone non ne hai azzeccata una!".
Il messaggio: "Il welfare è nato per garantire uguaglianza e giustizia sociale, tutelarci dai rischi e dalle difficoltà che tutti incontriamo nella vita: proprio per questo dobbiamo renderlo più moderno ed efficace. Eliminare gli sprechi è possibile e doveroso, ma secondo le associazioni occorre porsi di fronte alle trasformazioni dei bisogni economico-sociali nel nostro paese e all'inattualità delle soluzioni proposte, se confrontate con il resto d'Europa. "Due milioni di italiani sono disoccupati, mezzo milione di contratti precari non sono stati rinnovati, un giovane su quattro cerca lavoro senza trovarlo, cresce il numero delle persone che, ormai scoraggiate, smettono persino di cercarlo. E solo un disoccupato su tre ottiene in Italia un'indennità di disoccupazione", affermano gli organizzatori.. In Europa, ogni disoccupato - spiegano - può contare su un sussidio: il nostro Paese è quello che spende di meno per la disoccupazione tra i quindici paesi europei più avanzati". E ancora sulla povertà e sulla non autosufficienza: "Oltre otto milioni di italiani sono poveri: quart'ultimo posto in Europa. Quasi il 25% di tutti i bambini e ragazzi italiani - segnalano - è povero. Le famiglie prive dei beni materiali per il soddisfacimento dei bisogni essenziali sono oltre 5 milioni (5.393.000), quasi 1 su 4, cioè 19 milioni di persone". E - fanno notare - "solo l'Italia, la Grecia e l'Ungheria, in Europa, non prevedono una forma di aiuto per tutte le persone povere". "Soltanto l'1,2% della ricchezza nazionale - continuano - va a sostegno delle famiglie ed è uno dei valori più bassi in Europa. La spesa sociale pro capite italiana è di un quarto inferiore alla media europea. Nel 2000 gli ultrasessantenni superavano i 14 milioni di individui (21% della popolazione). Nel 2020 arriveranno a 17,5 milioni (30%) e nel 2040 a 22 milioni (40%)". "Ciò vuol dire - spiegano i promotori - una crescita enorme del bisogno di assistenza sanitaria e sociale. In Italia il Fondo che dovrebbe aiutare gli anziani non autosufficienti, e le loro famiglie, è fermo a 400 milioni di euro. Servirebbero almeno 2 miliardi e mezzo".
Numerose le organizzazioni che hanno aderito ad oggi alla campagna: Antigone, Arci, Arciragazzi, associazione Cittàvisibile, associazione Familiari Alzheimer Pordenone onlus, associazione Welcome, Auser, Centro Iniziative e Ricerche Euromediterraneo (Cirem) - Napoli, Comitato Diritti Civili delle Prostitute, Comunità Saman, Coordinamento nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca), Emmaus Italia, Erit Italia, Eurocare Italia, Federazione internazionale "Città sociale" - Campania, Federazione italiana per il Superamento dell'Handicap (Fish), Federazione italiana Organismi per le Persone senza Dimora (fio.PSD), Federazione Scs/Cnos - Salesiani per il sociale, Forum Droghe, Gruppi di Volontariato Vincenziano - Aic Italia, Ires Campania, Jesuit Social Network (Jsn) Italia, Lunaria, Movi, Movimento Rinnovamento democratico, Solidarietà e Cooperazione - Cipsi.
(27 febbraio 2010)




