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Trasporto disabili della Provincia di Roma, sotto accusa "Amico Bus"

Roberto Buonasorte, consigliere regionale (La Destra-Storace): "Avarie dei mezzi operanti e disagi non soltanto per i disabili ma anche per il personale preposto alla guida, vetture vetuste e mal conservate, senza sistema di areazione nei cambi stagionali e non attrezzate per persone con gravi problemi di mobilità. Zingaretti chiarisca"

logo Amicobus

ROMA - Quello che sta emergendo nelle ultime ore sul servizio di trasporto provinciale Amico Bus, se confermate le notizie giudiziarie, risulterebbe di una gravità inaudita. D'altronde, che qualcosa non quadrasse nei trasporti per diversamente abili in carico a Palazzo Valentini, ce ne eravamo accorti già due anni fa. La Destra in Regione Lazio, infatti, dopo aver constatato i continui disagi e disservizi legati al servizio Amico Bus, presentò prima un'interrogazione e poi una mozione di diffida verso la Provincia, rispettivamente in data 7 luglio e 22 luglio 2010". Così in una nota Roberto Buonasorte, consigliere regionale del Lazio eletto nella lista La Destra-Storace. "Constatammo, ai tempi, continue avarie, pessimo stato di conservazione e inadeguatezza dei mezzi per il servizio- continua- che avrebbe dovuto garantire una mobilita' ai cittadini con grave handicap residenti nei 121 comuni della Provincia di Roma. Una volta gratuito, e poi passato al costo di 5 euro a tratta. Allora ci soffermammo sulle avarie dei mezzi operanti e sui disagi che ne derivavano, non soltanto ai disabili ma anche al personale preposto alla guida, su vetture vetuste e mal conservate, prive di un sistema di areazione all'altezza dei cambi stagionali e non adeguatamente attrezzate ad ospitare persone con gravi problemi di mobilità. Condizioni improponibili soprattutto in un servizio rivolto a persone con disabilità.

Allora La Destra chiese il ripristino a standard di qualità del servizio Amico Bus". In seguito a queste constatazioni- aggiunge- era stata presentata una mozione alla presidente Polverini per chiedere di diffidare la Provincia di Roma per le gravi carenze riscontrate. Mozione che si fondava sulle risorse che la Regione Lazio, con delibera di giunta del 5 marzo 2010, aveva destinato alla Provincia di Roma, pari a 2 milioni e 500 mila euro per tre annualità, quale contributo per la realizzazione del progetto Amico Bus. Tali contributi, alla luce delle gravi carenze riscontrate, avrebbero potuto essere revocati a meno di un immediato riscontro da parte della Provincia a un ritorno a livelli accettabili del servizio di trasporto disabili.

L'assessore regionale alle Politiche sociali e Famiglia, Aldo Forte, rispose alle nostre richieste sospendendo il mandato di pagamento da parte della Regione a causa delle gravi inadempienze di Amico Bus". "Di tutto questo- conclude- a maggior ragione oggi, devono rispondere la Provincia di Roma e il presidente Zingaretti. Il silenzio riscontrato aggrava una situazione che invece deve essere chiarita in maniera esaustiva e trasparente. Per senso di responsabilità e per dovere verso quei cittadini che negli anni hanno subito disagi".

Davvero incomprensibile il silenzio di Zingaretti. Una notizia clamorosa, quella di ieri, che se trovasse conferma rappresenterebbe un vero e proprio scandalo. E il presidente si chiude in se stesso senza il minimo chiarimento su una situazione imbarazzante e decisamente grave". Lo dichiara in una nota il consigliere Pdl di Roma Capitale, Giovanni Quarzo. Di fronte all'ennesimo silenzio da parte di Zingaretti sulle vicende che coinvolgono componenti della sua giunta, abbiamo presentato un'interrogazione urgente affinche' nei confronti dell'Aula di Palazzo Valentini il presidente faccia chiarezza sulla vicenda del servizio di trasporto dei diversamente abili della Provincia di Roma". Cosi' in una nota il capogruppo Pdl di Palazzo Valentini, Andrea Simonelli. "Di fronte alle innumerevoli interrogazioni ed iniziative assunte dal sottoscritto e da altri consiglieri del gruppo Pdl in questi anni, rispetto sia la gestione del servizio 'Amico Bus', che sulle procedure di affidamento al nuovo gestore, ma soprattutto sui gravi disservizi nei confronti dell'utenza- conclude Simonelli- è necessario che Zingaretti faccia chiarezza perché non è più tollerabile il silenzio e l'inerzia della sua amministrazione. E' doveroso quindi che il presidente venga a riferire urgentemente in aula, soprattutto ora che dalle notizie diffuse a mezzo stampa sembrerebbe delinearsi uno scenario ben più inquietante".

(9 agosto 2012)