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Il Punto

Santa Lucia: "ancora presente il rischio di una drastica riduzione di posti"

Lettera del direttore sanitario, Antonino Salvia, dell'Ospedale agli utenti e ai dipendenti: dopo la sentenza del Tar del Lazio la situazione è ancora irrisolta. "Il rischio che la Fondazione veda drasticamente ridotti i posti letto di alta specialità è ancora possibile"

un'ala della struttura dell?Ospedale Santa Lucia

ROMA - La vicenda dell'Ospedale Santa Lucia di Roma sembra non essersi ancora risolta del tutto. Dopo la sentenza del Tar del Lazio del 29 gennaio scorso con cui si sospendeva l'efficacia dei decreti 41/09 e 56/09, la Fondazione torna a ribadire le preoccupazioni per il futuro della struttura. In una lettera inviata il 15 febbraio ai genitori dei bambini e agli utenti dei servizi di riabilitazione extraospedaliera, al Comitato "Salviamo l'ospedale Santa Lucia" e ai dipendenti della Fondazione, il direttore sanitario, Antonino Salvia, vuole far luce su quanto riportato negli ultimi giorni dalla stampa, soprattutto dopo la notizia della sentenza del Tar del Lazio.

Secondo il direttore sanitario, infatti, "il rischio che la Fondazione veda drasticamente ridotti i posti letto di alta specialità è ancora possibile". La sentenza del tribunale amministrativo, spiega il direttore, ha soltanto sospeso i decreti 41 e 56, ma non li ha annullati, mentre il piano sanitario regionale 2010-2012 non lascia dubbi: nella regione Lazio resteranno soltanto 200 posti letto di alta specialità neuro riabilitativa, spiega Salvia, per pazienti post comatosi e con gravi esiti di ictus, "quando in realtà - aggiunge - nel Lazio ne occorrono oltre 600". Manca, inoltre, nonostante gli impegni assunti dalla Regione, un "chiaro atto regionale" che definisca il ruolo strategico nel panorama sanitario regionale della Fondazione Santa Lucia, "Unica struttura del centro sud Italia dotata degli standard previsti dalle norme nazionale per lì'alta specialità neuro riabilitativa che la stessa eroga da molti decenni".

Per quanto riguarda l'attività riabilitativa extraospedaliera, secondo il direttore sanitario, "la Regione non ha ancora emanato l'atto, nonostante l'istanza presentata dalla Fondazione in data 16/7/2008, di conversione dei 55 posti semiresidenziali in equivalenti posti di non residenziale". Fatto che per l'Azienda Usl Roma C "ha costituito il motivo per non liquidare la remunerazione delle prestazioni erogate relative alle equivalenti prestazioni dei 55 posti di semiresidenziale". Per questo, aggiunge Salvia, se non verrà modificato il decreto per l'attività extraospedaliera ex art. 26 della legge 833/78, "circa 80 utenti tra bambini e adulti in un futuro prossimo dovrà essere interrotto il progetto riabilitativo". All'appello, inoltre, mancano anche la chiusura della pendenza che vede la Fondazione esposta nei confronti dell'Inps per circa 10 milioni di euro di contributi, manca la concretizzazione dell'impegno assunto dalla Regione di incrementare la rimessa mensile in acconto, da 3 a 4 milioni di euro necessaria per sostenere le spese dell'Ospedale, ad oggi fermi al 2009. Infine, spiega Salvia, "non è stato ancora definito l'accordo di remunerazione per il periodo 2005-2009 né tanto meno  l'accordo per il corrente anno 2010", necessario, conclude, "per la continuazione della qualificata e altamente specializzata attività della Fondazione".(ga)

(18 febbraio 2010)

Santa Lucia. I genitori: "la sanità di eccellenza è un diritto di tutti"

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