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Eluana. A Udine la clinica scelta dalla famiglia, rinviato il trasferimento

La famiglia della donna in stato vegetativo ha individuato la casa di cura nella quale intende procedere all'interruzione dell'alimentazione e idratazione, come stabilito dalla Corte d'appello. Il trasferimento rinviato in seguito all'atto di indirizzo emesso dal Ministero del Welfare che definisce non legale quella procedura nelle strutture pubbliche e private del servizio sanitario nazionale

facciata della casa di cura

ROMA - Doveva arrivare a Udine nella notte, ma il suo viaggio è stato rinviato. Alla casa di cura "Città di Udine" aspettavano l'arrivo di Eluana Englaro, che una ambulanza doveva trasferire nella città friulana da Lecco, la località lombarda dove è attualmente ricoverata. "Abbiamo sospeso temporaneamente l'iter, in attesa che i legali che tutelano Eluana Englaro e la sua famiglia dimostrino che l'incursione del ministro Maurizio Sacconi non intacca la validità del decreto della Corte d'appello di Milano e della corte di Cassazione", ha detto Claudio Riccobon, l'amministratore delegato della casa di cura, riferendosi all'atto di indirizzo che il ministero del Welfare ha inviato a tutte le Regioni. Nel documento, Sacconi sottolinea che interrompere nutrizione e idratazione delle persone in stato vegetativo persistente non è legale per le strutture pubbliche e private del servizio sanitario nazionale.

Secondo i programmi che erano stati stabiliti, Eluana Englaro avrebbe dovuto essere ricoverata nel centro in forma gratuita e con l'assistenza prestata da una equipe di volontari. "Non appena il provvedimento del ministro si rivelerà inefficace in termini di impedimento di esecuzione del decreto - come i legali della famiglia Englaro sostengono - Eluana sarà subito trasferita a Udine", afferma Riccobon. I legali della famiglia Englaro, da parte loro, sono d'accordo: "Si darà corso alla sentenza senza mettere a repentaglio nessuno, siamo tutti ragionevoli, non vogliamo far correre rischi a nessuno e in questo senso la dichiarazione della clinica di Udine è chiara", ha detto l'avvocato Vittorio Angiolini. A questo punto, ha osservato la curatrice speciale di Eluana, l'avvocato Franca Alessio, "l'unica strada che al momento riesco a intravedere è quella di chiedere alla cancelleria della Corte d'appello di emettere una formula esecutiva del decreto".

(17 dicembre 2008)

Stati vegetativi. Il Ministero: "Stop alimentazione in ospedali del SSN non è legale"

assistenza ud un malato graveInterrompere nutrizione e idratazione delle persone in stato vegetativo persistente non è legale per le strutture pubbliche e private del Servizio sanitario nazionale. Lo stabilisce un atto di indirizzo che il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha inviato alle regioni. Il provvedimento, che ha carattere generale, basato sui pareri del Comitato nazionale di bioetica e sulla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità