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Staminali. Il ministero della Salute al lavoro per curare bimbo affetto da malattia rara

Il bambino, ricoverato al Burlo Garofolo di Trieste, sarà curato con le cellule del padre. Fazio: "Della vicenda mi sono interessato personalmente"

Cellule staminali

ROMA - Il ministero della Salute metterà in campo tutte le risorse disponibili per curare il bimbo, affetto da una malattia rara, ricoverato in terapia all'ospedale Burlo Garofolo di Trieste. A ribadirlo è stato, nei giorni scorsi, lo stesso ministro Ferruccio Fazio a margine di un convegno. L'unica strada per tentare di salvare il piccolo è provare una terapia con cellule staminali adulte, che verranno prese dal suo papà. Intanto, nell'attesa che le linee cellulari per la terapia siano pronte, "si stanno utilizzando delle staminali non specifiche".

"Mi sono interessato personalmente - ha detto Fazio- e la macchina del ministero si è messa in moto. Per ora al bambino vengono date staminali non specifiche. Entro 40 giorni si riuscirà  ad avere le cellule staminali del padre e il bambino sarà curato con quelle". La storia del piccolo era stata segnalata al ministero nel giugno scorso. La prima difficoltà, ha spiegato il ministro, è stata  "mettere in comunicazione il Burlo Garofolo con il San Gerardo di Monza, dove vengono usate queste cellule". "È stato il comitato etico del Burlo- ha aggiunto il sottosegretario Eugenia Roccella - a dare parere favorevole sulla questione, "e il ministero ha seguito le indicazioni con il criterio delle cure compassionevoli". Per ragioni di privacy non sono stati resi noti né il nome e l'età del bambino, né la patologia da cui è affetto.

(7 agosto 2010)