Il mercato privato si sposta verso le Rsa, dove i soldi pubblici arrivano in quantità. La metà dei costi a carico di utenti e famiglie. Ma le lista d'attesa sono lunghe. Mentre ammonta a 12-16 miliardi di euro l'anno la spesa per le ‘badanti'. Inchiesta del mensile Psi-Cgil Liberetà

ROMA - Secondo un rapporto della Rete per la non autosufficienza, mancando una norma sull'assistenza continuativa che tuteli gli anziani, metà dei costi di degenza va a carico degli utenti e delle loro famiglie, con conti spesso salati. L'Istat indica il costo complessivo dell'assistenza residenziale in Italia: 6,3 miliardi di euro, di cui almeno tre miliardi a carico delle famiglie e la restante parte a carico delle regioni e dei comuni. Ogni assistito mediamente si fa carico di una retta mensile di 900-1.200 euro al mese, con notevoli variazioni di costi e di servizi offerti. In Lombardia ad esempio, si passa dai 14 euro al giorno dei padri salesiani ai 72 euro del gruppo Segesta. Nonostante il giro d'affari, il 50% per cento dei centri ha liste d'attesa lunghissime e i comuni hanno sempre meno soldi in cassa.
Da 12 a 16 miliardi di euro l'anno la spesa per le badanti. Così, per assistere i propri cari, le famiglie si affidano alle badanti, il vero ammortizzatore sociale della terza età: un milione tra le regolari, con una spesa complessiva dai 23 ai 31 miliardi, di cui ben oltre la metà sborsati per assistere gli anziani a casa propria. La vecchiaia diventa così una questione privata.
Presìdi residenziali sempre più in mano ai grandi gruppi. In Italia il 38% dei presìdi residenziali è pubblico (comuni, ma anche ex Ipab), il 43% è gestito dal no profit (fondazioni, cooperative, enti religiosi), il 18% da imprese private. In Lombardia appena il 16% delle strutture è pubblico, mentre i tre quarti sono in mano agli enti no profit. In Veneto le Ipab diventeranno presto delle società aperte ai privati. All'opposto Emilia Romagna, ma anche Friuli, Toscana e Marche. Il mercato privato si sta spostando verso le residenze sociosanitarie e le Rsa, centri dove il carico sanitario è maggiore e i soldi pubblici arrivano a palate. Qui il costo medio mensile per la degenza è di 1.528 euro, che sale a 2.454 nelle residenze sociosanitarie e raggiunge i 2.702 euro mensili nelle Rsa. Sono soprattutto i grandi gruppi ad aver fiutato l'affare. Il gruppo Kos, ad esempio, fa parte della Cir di De Benedetti e gestisce quaranta Rsa, l'ultima acquisita a gennaio, in Lombardia, Piemonte, Emilia, Marche, con 5.253 posti letto. Il gruppo Segesta ha ventuno centri e 2.151 posti letto, 1.056 nella sola Milano. Giganti in grado di influenzare le politiche regionali. Ma c'è anche l'Italia della piccola iniziativa, delle case di cura che "nascono come funghi" e che trova una ragione nella stessa storia delle case di cura per anziani, che traggono origine dalle vecchie opere di carità ed ex Ipab".
(21 luglio 2010)





