A Domus Persona presentato il progetto attualmente in fase di sperimentazione in Finlandia e a breve in Grecia, Danimarca e Irlanda del Nord. Il sistema di sostegno e controllo si basa essenzialmente sul web e su un televisore touch screen di cui viene dotata la casa

TRIESTE - A casa da soli ma in realtà mai veramente soli: così si potrebbe riassumere il progetto di "Casa facilitata", finanziato dalla Comunità europea, in fase di sperimentazione in Finlandia e a breve in Grecia, Danimarca e Irlanda del Nord. L'iniziativa - presentata a "Domus persona", il salone internazionale sull'accessibilità domestica in corso in Fiera a Trieste fino a domenica - coinvolgerà nella fase sperimentale di un anno 40 anziani (10 per ogni Paese) e i loro caregiver.
Tutto il sistema di sostegno e controllo si basa essenzialmente sul web e su un televisore touch screen di cui viene dotata la casa dell'anziano. "Il progetto in questa prima fase è rivolto a un'utenza affetta da demenza senile di livello lieve o medio - spiega Silvia Bellini, assistente del progetto -, ma il sistema che stiamo testando potrà essere utile a tutti gli anziani non completamente autosufficienti".
Nel dettaglio, il progetto prevede tre possibilità: in primis, viene installata nell'abitazione una componente di domotica collegata a tutta una serie di allarmi e allerte che, in caso di bisogno, vengono inoltrate direttamente ai familiari o ai caregiver. In secondo luogo, vengono installati servizi specifici per la demenza, come giochi cognitivi e memorandum che aiutano l'anziano a ricordarsi scadenze e bisogni: "Con sistemi audio e video gli viene ricordato, ad esempio, di mangiare o di prendere le medicine - continua Bellini -. Inoltre per stimolare la memoria e rallentare la demenza vengono proposti nello schermo album fotografici o altri materiali di questo tipo". Infine c'è un aspetto dedicato specificamente al caregiver, con l'elaborazione di una cartella clinica ad hoc e la possibilità, in caso di necessità, di contattare medici esperti direttamente via web. "Stiamo anche lavorando nell'ottica di ottenere delle analisi statistiche per ogni paziente: in questo modo se noi sappiamo, ad esempio, che l'anziano dorme mediamente 8 ore per notte saremo in grado di capire che c'è qualcosa che non va se una notte ne dorme 4 e quindi dare l'allarme".
In questo modo, dunque, per restando nella propria casa anche da sole, le persone anziane possono essere sempre tenute sotto controllo e i loro familiari sentirsi più tranquilli: "Tra un anno la fase di sperimentazione sarà finita e potremo trarre le conclusioni di un progetto che, se valido, potrà essere esportato in tutta Europa". L'unica cosa indispensabile sarà avere una buona connessione internet. In casa, poi, di visibile ci sarà solo il touch screen, mentre tutti gli altri impianti di allarme saranno nascosti. (gig)
(16 aprile 2010)











