Ad istituirla specialisti della salute mentale, ma anche operatori, famiglie e utenti provenienti da tutto il mondo riunitisi dal 9 al 13 febbraio a Trieste, nell'ambito del convegno "Trieste 2010: che cos'è salute mentale?", iniziativa promossa dal Dipartimento di salute mentale di Trieste. Occhi aperti anche sulla comunicazione e sulla formazione

ROMA - Una conferenza mondiale permanente con gli specialisti della salute mentale, una stesura condivisa della "Carta di Trieste" con l'Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale stampa italiana e una scuola estiva per insegnare la "salute di comunità": sono questi i frutti che il meeting mondiale "Trieste 2010: che cos'è salute mentale?", promosso dal Dipartimento di salute mentale di Trieste (Dsm), ha prodotto sul territorio e a livello internazionale. Riuniti dal 9 al 13 febbraio scorso nella città di Trieste, specialisti della salute mentale, operatori di comunità, utenti, famiglie, cooperative, associazioni provenienti da tutto il mondo si sono ritrovati per fare il punto su cosa è ascrivibile al concetto stesso di salute mentale e se è possibile e in che misura una nuova "rivoluzione" a trent'anni dalla morte di Franco Basaglia. "Non un tradizionale convegno psichiatrico - hanno spiegato gli organizzatori - ma un crocevia di storie, di pratiche, esperienze, studi e ricerche: una sorta di forum destinato a riunire e a valorizzare le più diverse reti che in oltre quarant'anni si sono formate, in Italia e nel mondo, attorno alle questioni suscitate dalla chiusura dei manicomi e dalle pratiche di contrasto all'esclusione".
La Conferenza mondiale permanente per la salute mentale, il cui riferimento è Franco Rotelli, direttore dell'Azienda sanitaria triestina, è il primo frutto della riflessione collettiva e punto di riferimento internazionale per lo sviluppo e la nascita di sistemi territoriali di salute di comunità. Salute di comunità intesa come il continuum di un processo di deistituzionalizzazione, attraverso il lavoro nella e con la comunità e con le sue molteplici dimensioni di gruppo. "Una rete delle reti - ha specificato Benedetto Saraceno, direttore del Dsm dell'Oms - che rientra anche nell'interesse e nel sostegno dell'Organizzazione mondiale della salute, poiché è uno strumento che si prefigura perfettamente allineato con gli obiettivi prioritari dell'Oms. Il modello di salute di comunità realizzato in questi anni dall'Azienda sanitaria triestina va esportato a livello mondiale".
Tre le tappe future che interesseranno i lavori della Conferenza, dal 21 al 23 maggio a Belgrado, nel mese di giugno a Lille, e nel settembre 2010 a Sidney. Un percorso internazionale che vuole portare a condividere l'esperienza di presa in carico fra tutti quelli che operano per la salute mentale. "Il Dsm di Trieste - ha spiegato Giuseppe Dell'Acqua, responsabile della struttura Operativa del Dsm - è da molti anni riferimento internazionale per la formazione nel campo della salute mentale comunitaria: basti pensare che ogni anno circa 1000-1500 operatori e ricercatori arrivano in stage presso i nostri servizi. Per questo abbiamo avviato con l'Oms il progetto di una Comunity mental health per operatori di paesi occidentali e in via di sviluppo, che troverà stabilizzazione nelle forme di una summer school. In vista della quale, naturalmente, contiamo di attivare ogni possibile sinergia con le istituzioni culturali del territorio, a cominciare dall'Università". Altri obiettivi della Conferenza quello di istituire momenti di approfondimento sulle buone prassi. A tale scopo, verrà a breve attivata a Trieste una Scuola internazionale di Sviluppo umano e Cooperazione. Una scuola estiva, infine, sempre a Trieste, fornirà altri utili elementi di approfondimento sulla salute mentale comunitaria. Ultimo risultato, ma non meno importante, la "Carta di Trieste", ovvero un insieme di valori, realizzato assieme all'Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale stampa italiana, per chiedere al mondo dei media di condividere e di usare un linguaggio rispettoso nei confronti della salute mentale.
(17 febbraio 2010)




