Dopo i gruppi su Facebook e l'installazione dei primi cartelli a difesa dei parcheggi per disabili, l'iniziativa si trasforma in un dibattito pubblico sulla mobilità. Appuntamento sabato 13 marzo a Bologna

BOLOGNA - Obiettivo raggiunto a Bologna per la campagna "Se vuoi il mio posto prendi il mio handicap". I cartelli integrativi, che con questo slogan dovrebbero difendere i parcheggi riservati a disabili, erano stati chiesti a gran voce su Facebook e poi promessi dall'ormai ex assessore alla Mobilità Simonetta Saliera nei parcheggi comunali Tanari, Prati di Caprara, Ex Panigal ed Ex Buton. "Oggi i cartelli ci sono - spiega Giuseppe Marchetti, presidente dell'associazione Officina di sostegno - ma i problemi che impediscono ai disabili una mobilità agevole in città sono ancora tanti e vari". Se ne parlerà sabato 13 marzo al convegno "Vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap!", che prende a prestito il nome dalla campagna per allargare il campo alla mobilità in generale.
Promosso dall'associazione bolognese Officina di sostegno, nata nel 2008 per aiutare i disabili e le loro famiglie (oggi ha 140 soci), insieme ad Aispa (Associazione italiana spondiloartriti) e Circolo Libero Zanardi, il convegno/dibattito è in programma sabato alle 16 al circolo Mazzini di via Emilia Levante 6. Si partirà da un video sulle difficoltà per i disabili nella mobilità cittadina, soprattutto sul trasporto pubblico. Secondo la Carta della mobilità 2009 di Atc, il 40% dei mezzi è dotato di pedana estraibile, mentre oltre la metà dei bus è provvista di pianale ribassato. "Il video documenta il nostro tentativo di aiutare una persona in carrozzina a prendere un autobus - spiega Giuseppe Marchetti -: su 12 autisti, solo uno è riuscito a fornirci assistenza adeguata. Gli altri hanno ammesso di non essere capaci di utilizzare la pedana, quando non era rotta o del tutto assente". Notevoli secondo Marchetti anche i problemi per i non vedenti. "Solo pochi semafori sono dotati di segnalazione acustica e segnalazione tattile a terra - spiega -. Ci vorrebbero dei sensori a infrarossi che permettano di percorrere tutta l'ampiezza della carreggiata con l'ausilio di segnalazioni".
Anche per chi si muove in auto i problemi non mancano. "C'è anche l'annosa questione dei contrassegni - continua Marchetti -: dei 10 mila rilasciati a Bologna, solo 436 sono utilizzati da disabili con patente, gli altri appartengono a disabili accompagnati e spesso scatta la truffa: c'è chi utilizza il contrassegno ma non trasporta nessun disabile. Sentiamo quindi la necessità di distinguere e categorizzare i contrassegni". La soluzione, spiega Elio Antonucci, creatore di uno dei gruppi Facebook per la campagna "Vuoi il mio posto?", "sarebbe il contrassegno Ue, che non è anonimo ma in Italia non è ancora utilizzabile per via della legge sulla privacy". Il convegno di sabato, a cui partecipa fra gli altri Paola Zanca, vicepresidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna, sarà un'occasione per chiedere ancora una volta l'attenzione delle istituzioni. (pp)
(10 marzo 2010)




