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Rimini, beach volley contro barriere e pregiudizi

Beach volley, mare e musica per abbattere barriere e pregiudizi. Dal 29 agosto al 4 settembre a Marina di Viserba lo sport diventa terapia nella nona edizione di eSPORTiamoci: un percorso per una salute non solo mentale

una spiaggia

RIMINI - Saranno oltre 450 i partecipanti della nona edizione di eSPORTiamoci, iniziativa in programma dal 29 agosto al 4 settembre sulla spiaggia di Marinagrande di Viserba. Organizzata dal Centro di salute mentale di Rimini e dall'Associazione nazionale delle polisportive dilettantistiche per l'integrazione sociale (Anpis) con il patrocinio del Comune di Rimini e di Uisp Emilia Romagna, l'iniziativa vedrà la partecipazione di gruppi, associazioni, centri diurni e polisportive da tutte le regioni d'Italia, oltre a due delegazioni estere (Regno Unito e Argentina).

Centinaia di atleti con disabilità mentale, accompagnati dagli operatori dei Servizi di salute mentale e dalle famiglie, soggiorneranno per un'intera settimana a Marinagrande di Viserba, praticando esperienze di sport e formazione, ma anche socializzando grazie a musica, spettacoli e appuntamenti culturali. I partecipanti saranno alloggiati in una struttura all'avanguardia dislocata in quattro diversi stabilimenti balneari.

Si inizia il 30 agosto con la conferenza stampa di apertura di eSPORTiamoci, anche se già dal giorno precedente saranno a disposizione dei partecipanti due campi da beach volley, servizi in spiaggia, attrezzature, giochi e animazione. Il torneo prenderà ufficialmente il via a partire da martedì 31 per concludersi il 3 settembre. Le squadre saranno miste e formate da sei giocatori per coinvolgere il maggior numero di persone. Le partite si svolgeranno su campi regolamentari ma le regole del gioco saranno interpretate con un certo grado di tollerabilità sulle infrazioni tecniche. La parola d'ordine del torneo sarà il rispetto dell'avversario: a eSPORTiamoci lo sport non vuole la vittoria a tutti i costi, non cerca la prestazione ma il piacere di praticarlo, diventa veicolo di sentimenti di appartenenza e non di esclusione.

L'obiettivo di questa iniziativa è superare i pregiudizi che riguardano la salute mentale e, come afferma Roberto Grelloni, presidente di Anpis, "lo sport è terapia per chi soffre di questi problemi". I ragazzi si allenano con gli operatori tutte le settimane, disputano tornei interregionali tra le diverse polisportive e imparano che lo sport crea legami tra le persone che mettono in campo esperienze diverse. "Il beach volley, così come il calcio o il basket, aiutano sensibilizzare e a socializzare - continua - e contribuiscono ad abbattere le barriere. Nello sport non è la malattia a essere centrale, ma il protagonismo dei singoli". (vincenzo bottiglioni)

(28 agosto 2010)