Parla il campione Gianmaria Dal Maistro, medaglia d'oro in SuperG alle Paralimpiadi invernali di Torino 2006, che userà il "robot" anche a Vancouver 2010, dove sarà portabandiera della Nazionale

BOLOGNA - Gianmaria Dal Maistro, trent'anni, di Schio, campione paralimpico di sci alpino e portabandiera della nazionale italiana a Vancouver 2010 è uno degli atleti che gareggerà utilizzando il nuovo "robottino" Rokepo per atleti ciechi. Per lui è la quarta olimpiade, dopo Nagano 1998, Salt Lake City 2002 e Torino 2006, dove vinse la medaglia d'oro per il Super Gigante. Ormai è un campione affermato, ha vinto il Super combinato e lo slalom nella Coppa del mondo quest'anno a Sestrière e ha sempre portato varie medaglie di bronzo e argento in tutti i mondiali ai quali ha partecipato. "E' da poco che uso l'interfono, ma subito mi sono accorto di quanto migliori la qualità delle comunicazioni tra guida e atleta. Prima usavo apparecchi radio, in questo caso la comunicazione era più difficoltosa perché si doveva parlare uno alla volta e dovevo fare molta attenzione a quando la mia guida dava un comando...".
Il risultato certo è che il nuovo interfono migliora la comunicazione, anche qualitativamente, rendendola più naturale e permettendo lo scambio di più informazioni tra guida e atleta. Nella rappresentativa italiana Del Maistro è il solo a usare questa nuova tecnologia: "Ho conosciuto un collega spagnolo che lo usava, allora me ne sono interessato e ho voluto sapere cosa fosse. Ora so che lo usano quasi tutti gli atleti degli altri Paesi". Il "robottino" permette un maggiore scambio di informazioni ma anche maggiore sicurezza per l'atleta: "Ora lo producono varie aziende - aggiunge Dal Maistro - ed è un bene: prima con la radio spesso le parole si sentivano solo a metà causandomi parecchie difficoltà".
Il Comitato paralimpico (Cip) dal 2009 ha deciso di inserire alcuni atleti disabili, tra i quali Dal Maistro, nei gruppi sportivi delle Forze armate, che sono quelli che godono di migliore organizzazione e preparazione. Gianmaria fa oggi parte delle Fiamme Azzurre, il gruppo sportivo della polizia penitenziaria. Non può essere arruolato a causa della sua disabilità, ipovedente per causa congenita, ma grazie a un accordo con il Cip può allenarsi con maggiore continuità nelle strutture che ospitano anche gli atleti normodotati. (Paolo Perini)
(16 febbraio 2010)




