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Salute mentale, riparte la "carovana": pazienti e operatori in missione di solidarietà in Kenya

Partiti da Bologna, Modena e Parma trentacinque tra utenti dei servizi psichiatrici delle Ausl, familiari e volontari per costruire una scuola a Muyeye. Le testimonianze: "Un'esperienza che fa bene all'autonomia e all'inclusione"

La “carovana” di pazienti e operatori dei Servizi di salute mentale dell’Ausl di Bologna in partenza per il Kenia

BOLOGNA - Riparte per una nuova missione di solidarietà la "carovana" di pazienti e operatori dei Servizi di salute mentale dell'Ausl di Bologna. E questa volta la meta è il Kenya. Un gruppo di dodici persone (cinque utenti con disagio psichico, tre operatori, due familiari e due volontari) sono partiti ieri sera con un aereo da Verona: insieme alle delegazioni di Modena e Parma, in tutto 35 persone, che vanno a formare il gruppo dell'Emilia Romagna partecipante al progetto "Fareassieme la nostra scuola a Muyeye". L'obiettivo è costruire una scuola professionale per giovani africani nel villaggio di Muyeye, alle porte di Malindi.

"Questi viaggi della solidarietà sono esperienze uniche ed eccezionali, sono utili per rinforzare l'idea che fare cose insieme agli utenti del servizio di salute mentale li aiuta a far riaffiorare le loro risorse personali, che i loro disturbi hanno sopito - ha spiegato Anna Campagnoli, una delle operatrici del gruppo -. La filosofia che ne sta alla base è quella dell'inclusione del paziente. L'obiettivo è responsabilizzare l'utente, coinvolgendolo in esperienze in cui ha bisogno di collaborare con altre figure. La metà dei fondi per il viaggio e per la scuola li abbiamo raccolti con l'autofinanziamento, con cene di beneficenza e spettacoli. Questi viaggi della solidarietà servono anche a dimostrare che ‘i matti' non sono pericolosi e anzi possono fare qualcosa per gli altri".

"I pazienti traggono enorme giovamento da queste esperienze - ha affermato Egidio Bracco, 74 anni di San Lazzaro, un famigliare facente parte di "Le parole ritrovate", un gruppo di auto aiuto - e la collaborazione delle famiglie è essenziale". Elettra, 39 anni, una dei pazienti in partenza per il Kenya, è entusiasta: "Penso che questo viaggio possa cambiare la mia vita, vedrò cose bellissime". Il viaggio in Kenya segue il filo di "missioni" precedenti: "Quel treno speciale per Pechino" nel 2007, "Patas Arriba" in Argentina nel 2008 e "Giro d'Italia" nel 2009. "Lo scopo - ha aggiunto Ivonne Donegani, direttrice del Dipartimento di salute mentale di Bologna - è promuovere un nuovo approccio nei confronti della malattia mentale diverso da quello attuale, sulla falsariga dell'approccio innovativo di Basaglia, per promuovere una cultura dell'inclusione. Queste iniziative sono importanti perché creare una sinergia tra utenti del servizio, famigliari e operatori serve anche a rinsaldare i legami tra noi".

Lamberto di 50 anni, un altro utente del servizio di salute mentale, ha messo l'accento sulla sua condizione personale: "Nel viaggio di Pechino ho fatto tante amicizie e instaurato rapporti migliori con le persone. Adesso, visto il mio miglioramento, vivo in un appartamento con altri cinque a bassa presenza di operatori (6 ore al giorno), ho finalmente lasciato l'ospedale e ora posso organizzare autonomamente il mio tempo libero. Questa esperienza in Kenya mi aiuterà ulteriormente". "L'idea originaria dei viaggi della solidarietà è propria dei gruppi di auto aiuto, nati per sostenere i famigliari dei pazienti psichiatrici - ha detto Mara Brandoli, volontaria - prima della nascita di questi gruppi, come "Le parole ritrovate", la malattia psichiatrica era molto più complicata da gestire, perché i famigliari del malato venivano esclusi dalle altre persone. Chi non ha questi problemi non capisce le difficoltà delle famiglie in cui c'è una persona affetta da disturbo psichico. Nei gruppi di auto aiuto invece trovi solidarietà e persone che ti capiscono, puoi condividere le esperienze personali". "Le Parole ritrovate" sono un movimento di utenti dei servizi di salute mentale, operatori, familiari e cittadini, nato a Trento nel 1993 ma ora presente in buona parte d'Italia e anche in Emilia. Il viaggio in Kenya durerà fino al 6 marzo. Ne sarà tratto anche un documentario girato da Margherita Ferri, di Imola, allieva regista della Scuola di cinematografia di Roma. Al progetto prendono parte i Dipartimenti di salute mentale delle Ausl di Bologna, Modena e Parma, la onlus "Le parole ritrovate" e l'associazione Itake (Italia-Kenya). (pp)

(27 febbraio 2010)