Un appello lanciato al presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani per accogliere la ragazza in stato vegetativo nelle strutture della regione alla base del confronto fra lo stesso governatore e il ministro. Errani: "La scelta del luogo di cura e assistenza è del cittadino, le autorità non possono intervenire". Sacconi: "Nessuno può fare come Ponzio Pilato"

BOLOGNA - Ancora un confronto a distanza sulla sorte di Eluana Englaro, con ripercussioni sul versante istituzionale e politico. All'appello lanciato qualche giorno fa da una serie di associazioni emiliano romagnole per chiedere al presidente della Regione Vasco Errani di accogliere Eluana nelle strutture sanitarie emiliano romagnole per dare esecuzione alla sentenza di interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione, lo stesso governatore dell'Emilia Romagna ha risposto sottolineando che di fronte alla pronuncia definitiva della Corte di Cassazione "la scelta del luogo di cura e di assistenza appartiene alla libera scelta del cittadino ed è tutelato dalla legge e non può essere frutto di atti delle autorità di governo regionali o nazionali". Un chiaro riferimento alla presa di posizione del ministro del Welfare Maurizio Sacconi che ha inviato alle Regioni un atto di indirizzo in cui sottolineava che interrompere nutrizione e idratazione delle persone in stato vegetativo persistente contrasta con i principi base del sistema sanitario nazionale e non è quindi possibili nelle strutture pubbliche e private dello stesso Servizio sanitario nazionale. E infatti alle dichiarazioni di Errani ha fatto immediato seguito la risposta di Sacconi: "Nessuno può fare come Ponzio Pilato".
ERRANI - "Basta polemiche, ingerenze o strumentalizzazioni: ciascuno deve rispettare il travaglio della famiglia, le sue scelte e la sentenza esecutiva dell'autorità giudiziaria". Il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani aveva risposto così all'appello lanciatogli da 250 persone di accogliere Eluana. "Ferma restando l'urgenza di una legge nazionale sul testamento biologico, voglio sottolineare che, nel rispetto della separazione dei poteri e a fronte della definitiva pronuncia della Corte di Cassazione, la scelta del luogo di cura e di assistenza appartiene alla libera scelta del cittadino, è tutelato dalla legge e non può essere frutto di atti delle autorità di governo regionali o nazionali", ha dichiarato Errani.
A firmare la petizione per accogliere Eluana, inviata domenica sera anche all'assessore regionale alla Sanità Giovanni Bissoni, sono state alcune personalità del mondo bolognese, sia laico sia cattolico, esponenti politici, amministratori locali, medici e semplici cittadini. Tra i sottoscrittori, la vicesindaco del Comune di Bologna Adriana Scaramuzzino, Gianfranco Pasquino e la sinistra democratica. Si sono invece dichiarati contrari la presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti e alcuni consiglieri regionali di Forza Italia, mentre l'assessore comunale alla Sanità Giuseppe Paruolo ha detto che argomenti "così delicati sarebbe meglio venissero discussi in Parlamento". La petizione era partita da Guido Armellini, docente di letteratura all'Università di Verona, e dalla moglie Elisabetta Cammelli che è psicologa. "Come cittadine e cittadini dell'Emilia Romagna siamo convinti che i governanti della nostra regione, che abbiamo contribuito ad eleggere, abbiano a cuore la tutela della libertà e responsabilità individuale di ogni cittadino - si legge nel testo dell'appello -. Per questo chiediamo che venga offerta la disponibilità delle nostre strutture sanitarie ad accompagnare in modo solidale e affettuoso la famiglia Englaro nell'adempimento delle volontà espresse dalla propria figlia Eluana".
Errani ha poi spiegato di avere già risposto al ministro del Welfare Maurizio Sacconi, il mese scorso, in merito alla lettera ministeriale inviata alle Regioni, "circa l'ininfluenza giuridica di un tale atto. Qui sta il merito della vicenda. Alla luce di tutto ciò, un intervento del Governo o delle amministrazioni locali che mettesse in discussione un principio fondamentale tutelato dalla legge vigente rappresenterebbe di fatto un'ingerenza" politica.
SACCONI - "Il presidente Errani sa bene che il Servizio sanitario nazionale deve operare secondo principi e criteri omogenei in tutto il territorio nazionale: è quindi nel potere del Governo effettuare atti di ricognizione fondati sui principi generali dell'ordinamento e su leggi dello Stato, come sara' presto quella di ratifica della Convenzione Onu sui disabili". Questo il testo della risposta inviata dal ministro del Welfare Sacconi. Inoltre, dice il ministro, "la richiesta dell'impiego di strutture del Servizio sanitario nazionale ai fini di privazione di forme di erogazione dell'idratazione e dell'alimentazione di persone disabili mette in ogni caso coloro che hanno la responsabilità di funzioni istituzionali nella condizione di dover prendere posizione. A nessuno- conclude il ministro- e' dato di fare come Ponzio Pilato". Contrarietà all'appello è stato segnalato anche dalla senatrice Laura Bianconi, vice presidente dei senatori del Pdl. "Qui siamo davanti ad una sconsiderata richiesta - dice - visto che tutti ormai sanno che ad Eluana verrebbero sospese non cure mediche ma l'alimentazione e l'idratazione, atto questo che non comporta neppure una morte immediata ma una lunga agonia ed atroci sofferenze". La senatrice ricorda che "l'atto di indirizzo emanato dal ministro Sacconi chiede a tutte le strutture pubbliche e a quelle private convenzionate di attenersi ad un preciso comportamento non omissivo nei confronti dei malati in stato vegetativo persistente come Eluana, quello, appunto, di non sospendergli alimentazione ed idratazione perche' ritenuti un normale e giusto sostentamento vitale". Quindi, aggiunge, "confido nel buon senso e nell'umanita' del presidente Errani a non voler far diventare l'Emilia Romagna, in cui la voglia di vivere e l'allegria sono proprie della nostra gente, una regione nella quale vengono eseguite le sentenze di morte".
(14 gennaio 2009)






