La contrarietà di alcune strutture sanitarie dell'Emilia-Romagna all'appello lanciato da 250 cittadini al presidente della Regione Errani per accogliere Eluana Englaro. Tra i 12 firmatari il direttore del Centro studi ricerca sul coma Fulvio De Nigris e il direttore degli "ospedali domiciliari" dell'Ant Franco Pannuti, entrambi di Bologna

BOLOGNA - "No alla terra della morte". Perché "gli hospice sono luoghi di cura per la vita del paziente". Non tarda a farsi sentire la contrarietà di alcune strutture sanitarie dell'Emilia-Romagna all'appello lanciato qualche giorno fa, da 250 cittadini, al presidente della Regione Vasco Errani per accogliere in terra emiliana Eluana Englaro. Tra i 12 firmatari che hanno preso posizione spiccano il direttore del Centro studi ricerca sul coma Fulvio De Nigris e il direttore degli "ospedali domiciliari" dell'Ant (Associazine nazionali tumori) Franco Pannuti, entrambi di Bologna.
"Noi, direttori e coordinatori di hospice e ospedalizzazione domiciliare per i pazienti oncologici in fase avanzata di malattia, insieme ai responsabili delle strutture per pazienti in stato vegetativo dell'Emilia-Romagna, avendo letto la petizione di 256 cittadini al presidente della Regione e all'assessore alla Sanità che sollecita a proporre il nostro territorio come luogo di ‘morte procurata' per Eluana Englaro, affermiamo che l'hospice è un luogo di cura e di assistenza, fino al termine naturale della vita, per i pazienti in fase avanzata di malattia", si legge nel testo.
"Eluana non è una paziente in fase terminale, ma una grave disabile che necessita di idratazione, nutrizione e assistenza di base alla persona, come tante altre persone anziane e con disabilità.Gli hospice devono rimanere quello che sono e sono sempre stati: cioè strutture per la vita del paziente, non per la loro morte". Sarebbe molto "triste il passaggio identificativo" dell'Emilia-Romagna "da terra della solidarietà a terra della morte", continua la lettera, aperta a nuove adesioni.
Tra gli altri firmatari della dichiarazione ci sono Marco Maltoni, direttore dell'Hospice di Forlimpopoli e Dovadola, e Cristina Pittureri dell'Hospice di Savignano (Forlì-Cesena); Eliana Crema e Fiorenzo Orlandini della direzione dell'Hospice di Guastalla e Anna Maria Marzi e Sergio Aguzzoli dell'Hospice di Albinea (Reggio Emilia); Massimo Damini e Giorgio Bordin della direzione dell'Hospice di Parma, Mariangela Dardani, direttore dell'Hospice di Langhirano e Giuseppina Del Nevo, direttore infermieristico dell'Hospice di Borgo Val di Taro (Parma); Fabrizio Micheli, direttore dell'Hospice di Borgonovo Val Tidone (Piacenza); Luigi Montanari, direttore dell'Hospice di Lugo (Ravenna) e Lino Piccinini, direttore dell'Hospice di Modena.
(16 gennaio 2009)






