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Assistenza oncologica, a Bologna al via "Mai soli"

Il progetto dell'azienda Usl ha come obiettivo fortificare la rete sanitaria bolognese per garantire l'assistenza durante tutto il decorso della malattia fin dalla prima visita e a snellire le procedure burocratiche migliorando la continuità terapeutica. Donati da Coop Reno 20 mila euro ricavati dai punti dei soci

stretta di mano tra medico e paziente

BOLOGNA - Garantire l'assistenza in tutte le fasi della malattia oncologica, dalla diagnosi fino alla cura, quando possibile, o alle fasi avanzate. E' l'obiettivo del progetto "Mai soli", presentato dall'Ausl di Bologna. Il nuovo progetto rafforzerà la rete già esistente fra strutture sanitarie e associazioni, e mira a snellire le procedure burocratiche, migliorando la continuità terapeutica. In particolare il progetto si concentrerà sulla Rete delle cure palliative dell'Ausl, che coordina le attività di assistenza domiciliare di Ausl, Ant, hospice fondazione Seragnoli, hospice Bellaria e associazione Frigatti. Il progetto prevede, fra l'altro, la creazione di un data base delle attività svolte dalla rete. "Si avverte sempre più il bisogno di strumenti organizzativi e gestionali che non lascino soli i pazienti e le loro famiglie - spiega Danila Valenti, responsabile della Rete - garantendo la continuità assistenziale in ogni fase della malattia, dalla diagnosi alla cura, e la qualità della vita, sopratutto nelle fasi avanzate quando invece non c'è possibilità di guarigione".

"Non c'è famiglia oggi che non sia stata toccata dalla malattia oncologica - continua la Valenti -: nel 2008 la nostra Ausl, la più grande della Regione, ha avuto 2.884 ricoveri oncologici, mentre nel 2007 ha assistito nella fase avanzata della malattia 2.835 cittadini colpiti da neoplasia". In particolare, 1.672 (il 59%) sono stati seguiti nell'ambito di un programma strutturato di assistenza domiciliare, mentre 679 (il 24%) sono stati accolti negli hospice della Rete delle cure palliative (543 all'hospice M.t.c Seràgnoli, 136 all'Hospice dell'Ospedale Bellaria). Per Giuliano Barigazzi, presidente della Conferenza territoriale sociosanitaria di Bologna, "il salto di qualità del progetto sta nella deburocratizzazione. Un intervento di finanziamento mirato come questo, in un periodo in cui le risorse pubbliche scemano, significa dare pari opportunità di fruizione dei servizi sanitari a tutti i cittadini, ovunque essi risiedano all'interno dell'Ausl". A "Mai soli" contribuisce anche Coop Reno con una donazione di 20 mila euro, somma equivalente ai punti non utilizzati delle carte dei soci. "Il progetto che co-finanziamo - spiega Luciano Landi, presidente di Coop Reno - abbraccia due delle tre province in cui siamo presnti, Bologna e Ferrara. Precedentemente erano stati finanziati altri tipi di progetti, come i 28 defibrillatori donati alle Ausl dei comuni in cui è presente Coop Reno". (pp)

(17 febbraio 2010)