Il policlinico lancia la versione in lingua araba del sito web. Nel 2009 ricoverati oltre 6mila immigrati, il 14% dal Marocco. Capelli, responsabile della comunicazione: "Crescono internazionalizzazione e servizi di mediazione"

BOLOGNA - L'ospedale Sant'Orsola-Malpighi ora parla arabo, per comunicare meglio con i tanti utenti immigrati. È un nuovo passo verso l'internazionalizzazione quello che ha compiuto il Policlinico di Bologna, che dal primo febbraio ha lanciato la versione in arabo del sito (mentre quella in inglese era già on line da metà 2009) per eliminare le barriere linguistiche e consentire a più utenti stranieri di cercare informazioni e usufruire più facilmente dei servizi offerti dal portale. Nel 2009 sono stati 6.030 gli immigrati ricoverati al Sant'Orsola, provenienti soprattutto da Marocco (quasi il 14%), Romania, Bangladesh, Albania, Moldavia e Cina; mentre l'8,1% dei 559.154 accessi al sito è stato effettuato da stranieri. Nelle pagine in arabo compaiono la descrizione dell'ospedale e della sua organizzazione, notizie pratiche su reparti e servizi sanitari e anche un modulo di contatto per chiedere ulteriori informazioni all'Urp.
"Il lancio del sito in lingua araba - spiega Maurizio Capelli, responsabile dell'ufficio comunicazione del Policlinico - rientra in un più ampio processo di internazionalizzazione dei nostri servizi, che sul web è iniziato con l'inaugurazione della versione in inglese. Tra i cinque ceppi dell'arabo abbiamo scelto il saudita, perché è riconosciuto come lo standard internazionale per le popolazioni di lingua araba. Nel nostro Ufficio relazioni con il pubblico è inoltre attivo un servizio di mediazione culturale: ogni giorno, in determinate fasce orarie, sono presenti due mediatori che si occupano dei rapporti con l'utenza di diverse lingue, e che all'occorrenza possono anche spostarsi nei reparti decentrati della città. I mediatori stanno svolgendo un ruolo fondamentale non solo nei rapporti con i pazienti, ma anche con i parenti e le famiglie".
I servizi multilingue dell'ospedale sono attivi già da tempo, come ricorda lo stesso Capelli: "Da tre anni ormai i nostri quattro punti di pronto soccorso hanno un servizio di interpretariato telefonico attivo 24 ore su 24. All'interno dei pronto soccorso, e più recentemente anche in alcuni reparti come quelli di cardiochirurgia e ostetricia, sono presenti speciali telefoni con otto tasti associati ad altrettante lingue, tra le quali ad esempio l'arabo e il moldavo. Questi telefoni sono dotati di due cuffie, e premendo uno dei tasti ci si può mettere in contatto con un'interprete della lingua prescelta, che aiuta così ad interagire medico e paziente". (as)
(22 febbraio 2010)




