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Un trattore speciale per tornare a fare il contadino: la storia di Renzo Saccomandi

E' tornato a coltivare i campi, dopo aver perso un braccio, grazie a un progetto dell'Inail di Cesena per l'abbattimento delle barriere nelle imprese piccole e medie e nelle aziende agricole

Renzo Saccomandi alla guida del trattore

CESENA - Si può tornare a coltivare i campi anche dopo aver perso un braccio? Pare proprio di sì. O almeno questo è quello che è successo a Renzo Saccomandi, un agricoltore romagnolo di 51 anni divenuto disabile in seguito a un infortunio sul lavoro. Grazie a una protesi, a un trattore adattato e a "SemInailfuturo", un progetto dell'Inail di Cesena per l'abbattimento delle barriere architettoniche nelle piccole e medie imprese e nelle aziende agricole, il signor Saccomandi ha ripreso a fare esattamente tutto quello che faceva prima dell'incidente, dall'aratura alla trebbiatura dei campi. Ma se è nella mission dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro occuparsi del reinserimento occupazionale delle persone che hanno avuto gravi incidenti, grazie a un lavoro d'equipe dove medici, assistenti sociali, ingegneri, periti informatici e funzionari amministrativi seguono il percorso di recupero dell'assistito, con "SemInailfuturo" i lavoratori possono tornare alla mansione o alla professione che svolgevano prima dell'infortunio senza dover cambiare impiego e stile di vita ma semplicemente agendo sull'ambiente di lavoro.

"Il mio desiderio più forte, dopo l'incidente, era quello di tornare a guidare il trattore", racconta Renzo Saccomandi, beneficiario del progetto. Gestore di un'impresa agricola del cesenate insieme a due soci, Saccomandi ha perso il braccio sinistro scendendo da un trattore in moto 10 anni fa e ora, grazie a un finanziamento dell'Inail di Cesena di 63.360 euro, lavora e guida nuovamente il mezzo agricolo, che è stato adattato alle sue particolari condizioni fisiche e dotato di una speciale centralina di comando. "Molte persone perdono la vita in incidenti di questo tipo: io posso ritenermi fortunato", dice Saccomandi.

"Dopo un mese di coma farmacologico e due mesi di ospedale - racconta l'agricoltore - ho cercato di mettercela tutta perché il mio obiettivo era quello di tornare a lavorare". A Bologna, dov'era in cura per l'assistenza protesica, è venuto a conoscenza delle iniziative dell'Inail e, con l'aiuto di un'assistente sociale, ha contattato alcuni ingegneri che hanno studiato come adattare il trattore al fatto che Saccomandi fosse senza un braccio eseguendo poi le modifiche necessarie al mezzo agricolo. Ora Renzo Saccomandi è possessore di una patente speciale e lavora con i due soci in piena autonomia. È infatti questo, fanno sapere dall'Inail, quello che si intende per "integrazione lavorativa e raggiungimento della completa indipendenza professionale". Il progetto "SemInailfuturo" non si ferma solo all'assistenza post-infortunio, ma è un percorso che parte dalla prevenzione per arrivare all'educazione alla sicurezza sui luoghi di lavoro e alla formazione. (Laura Marongiu)

(26 gennaio 2009)