Due incontri rivolti ai genitori di figli con disabilità per parlare di sessualità: la Fondazione Ariel punta alla formazione per non lasciare sole le famiglie di fronte ad un grande imbarazzo. Le diverse esperienze a confronto permetteranno di non sentirsi, come genitori, solo scatole vuote

BOLOGNA - "Un fragoroso silenzio" e "Non siamo scatole vuote": questi i titoli dei due seminari promossi dalla Fondazione Ariel in collaborazione con l'Ais e il presidio multifunzionale per le disabilità di Corte Roncati della Ausl Bologna, per venerdì 28 novembre e sabato 29 a Bologna.
La proposta intende promuovere la realizzazione di un incontro di approfondimento e confronto di esperienze rivolto, il primo agli operatori dell'ambito riabilitativo ed educativo, il secondo alle famiglie, allo scopo di dare parola a quell'aspetto della genitorialità o dell'assistenza che implica occuparsi della dimensione affettiva e sessuale del proprio figlio o figlia con disabilità.
I seminari sono l'occasione per avviare la costruzione di un percorso che collega comportamenti, pensieri e emozioni, dando parola ai temi della sessualità e della affettività lungo tutto il ciclo di vita della famiglia. L'obiettivo è quello di riconoscere gli intrecci tra sessualità, affettività e altri aspetti della relazione di coppia e del rapporto genitori-figli in modo da avere una maggiore disponibilità a pensare alla propria esperienza, separandola da ciò che il figlio o la figlia disabile può vivere, desiderare, realizzare della propria esperienza.
L'appuntamento è nell'aula Ex Cappella, Corte Roncati in Via Sant'Isaia 90, Bologna. Per informazioni, telefonare al numero 051.65.97.391.
L'iscrizione è gratuita per un massimo di 80 partecipanti e avviene inviando la scheda di partecipazione alla Segreteria Organizzativa: o per posta alla Fondazione Ariel, Via Manzoni, 56 - 20089 Rozzano (MI) o via fax al n. 02.82.24.23.95 o via e-mail all'indirizzo fondazione.ariel@humanitas.it.
(27 ottobre 2008)







