E' il "Je accuse" dell'associazione nazionale italiana diversamente abili nei confronti della Regione. Al centro della disputa, le 320 borse lavoro retribuite del progetto "Insieme". Avviate a dicembre 2008, per un totale di sei mesi, non sono state ancora pagate. E nessun inserimento lavorativo è partito

ROMA - "I fischi e le pernacchie ce l'hanno per applausi": con queste parole l'associazione nazionale italiana diversamente abili (Anida) accusa il governo della Regione Campania in generale e l'assessorato regionale alla Formazione in particolare per aver permesso che 320 borse lavoro, nell'ambito del progetto "Insieme", non venissero pagate. O almeno questa è la situazione a oggi e dura da oltre tre anni.
Varato alla fine di dicembre nel 2008 dall'assessorato alla Formazione della Regione Campania, il progetto Insieme prevedeva la formazione e l'assegnazione di borse lavoro per persone con disabilità per una durata di sei (6) mesi e per una retribuzione mensile di 500,00 euro più un ticket di 8,00 euro al giorno. Partite e concluse tra il 2009 e il 2010, le borse lavoro non solo sono state pagate per non oltre due mensilità ma non hanno prodotto nemmeno alcuna possibilità di inserimento lavorativo, denuncia l'associazione.
"Le work esperience - scrive infatti Anida in una nota - sono state finanziate con i soldi sottratti dal Fondo Regionale per l'Occupazione dei Disabili, previsto dall'art. 14 comma 1 della legge n° 68 del 12-03-1999. I corsisti hanno completato le loro esperienze lavorative da oltre un anno, ma hanno ricevuto un massimo di due mensilità e nessuno ha avuto un'opportunità lavorativa. Vi renderete conto che i sostantivi usati nel titolo non sono un'esagerazione per descrivere il comportamento tenuto finora dalle istituzioni e dai politici locali, in particolar modo dal presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e dall'assessore al Lavoro della Regione Campania Severino Nappi". A niente sono valsi i blocchi stradali e le manifestazioni promosse in questo tempo dall'associazione. "Avete vinto anche voi la vostra battaglia di Pirro, ma solo perchè - continua Anida rivolgendosi direttamente all'amministrazione regionale - i veri diversamente abili non sono nelle condizioni fisiche di arrecare fastidio con manifestazioni e blocchi stradali tutti i giorni".
(18 luglio 2011)






