A offrirla è l'università degli studi Federico II attraverso l'ambulatorio nato 3 anni fa. Le pazienti provengono soprattutto da Ucraina, Russia, Kirghizistan, Sri LanKa

NAPOLI - Assistenza sanitaria gratuita per le giovani donne immigrate di Napoli. Ad offrirla è l'università degli studi Federico II attraverso l'ambulatorio ostetrico ginecologico nato tre anni fa per iniziativa di Carmine Nappi, direttore del Dipartimento clinico di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico nuovo di Napoli. L'ambulatorio offre gratuitamente a pazienti straniere di Napoli e altre città campane diverse prestazioni di tipo ostetrico e ginecologico. Oltre 1500 le donne, provenienti soprattutto da Ucraina, Russia, Kirghizistan, Sri LanKa, seguite dal 2007 al 2009, di cui la metà per prestazioni ostetriche, quindi gravide, l'altra metà per motivi ginecologici. "Delle donne in stato interessante che si sono rivolte a noi in questi tre anni - spiega Cinzia Ferrara, responsabile della parte di ostetricia del progetto, mentre Roberto Piccoli si occupa di quella ginecologica - solo una piccola percentuale, meno del 4%, ha interrotto la gravidanza". Moltissime arrivano all'ambulatorio tramite la cooperativa sociale Dedalus, che mette a disposizione i suoi mediatori culturali, e la Caritas.
"Per il momento - sottolinea Carmine Nappi - l'ambulatorio è aperto una volta a settimana, il giovedì, che in genere è quello di riposo per la maggior parte delle donne immigrate che lavorano come badanti. Ma, visto l'incremento che c'è stato nel corso del tempo e l'aumento di richieste che stiamo ricevendo, stiamo valutando la possibilità di aggiungere un altro giorno a settimana". Al Policlinico ogni settimana medici e operatori sociali accolgono una ventina di persone. "Facciamo 10/11 visite a settimana - dice la dottoressa Ferrara - esclusi i controlli". Oltre ai due medici specialisti, lavorano al progetto 5 specializzandi volontari e un mediatore culturale. "L'obiettivo - precisa Cinzia Ferrara - è quello di rendere possibile a tutte le immigrate, anche quelle senza il permesso di soggiorno, di avere un'assistenza il più veloce possibile, in modo da saltare molti passaggi della macchinosa burocrazia italiana. Noi accettiamo e visitiamo tutti, non importa se non hanno la ricetta medica, e facciamo tutti gli accertamenti del caso". (Maria Nocerino)
(3 febbraio 2010)




